La crescita di internet
L’elemento fondamentale che ha accelerato
la crescita del mercato della consulenza è stata
la crescita di internet che ha permesso a poche
multinazionali bancarie di spiazzare il mercato offrendo strumenti
finanziari a bassissimo margine compensati da grossi
volumi e non avendo i costi di una banca fisica.
Le multinazionali dell’asset management
hanno, inoltre, contribuito allo sviluppo della professione
di consulente “fee-only” dando
vita a strumenti finanziari privi di margini provvigionali
ed altamente efficienti come gli ETFs, i mutui con spread
ridotti ed i conti correnti di deposito ad alta remunerazione.
Tali strumenti sono consigliati solo dai consulenti fee
only in quanto, essendo privi di margine di guadagno,
non sono proposti dai venditori.
Solo la vera consulenza è in grado di portare
valore aggiunto e quindi il giusto compenso per l’attività professionale.
A partire dal 2000 si è registrata
una fortissima crescita dei conti correnti online
che da 100.000 sono diventati oltre 7.000.000 in
pochi anni: ciò dimostra
la tendenza degli investitori alla ricerca di strumenti
operativi semplici, a basso costo e che permettano
di poter accedere ai diversi mercati senza subire la
pressione dell’operatore
bancario o del pf, che vengono facilmente bypassati.
Le piattaforme on-line hanno
permesso all’investitore di non dover interloquire più con
gli operatori tradizionali ma di poter operare comodamente
con i consigli del consulente.
L’informazione e la cultura finanziaria
ha accelerato il suo processo tramite internet riducendo
fortemente il peso dato dal marchio della società nella
scelta del proprio interlocutore e la ricerca
più della trasparenzae professionalità nell’interlocutore.
Altro elemento significativo è rappresentato
dal forte interesse verso la consulenza finanziaria fee-only
da parte di categorie professionali, quali ad esempio
i commercialisti, i consulenti aziendali e del lavoro
che, sollecitati dalla domanda, aggiungono ai propri
servizi anche la consulenza finanziaria priva di conflitti
di interesse, ad elevato valore aggiunto percepito dalla
clientela privata ed aziendale