La Danimarca è forte ma crescono i timori di bolla immobiliare

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La Danimarca è forte ma crescono i timori di bolla immobiliare

Recentemente Moody’s ha confermato un rating a tripla A per la Danimarca, definendo il Paese come un’economia diversificata, con un grado di indebitamento molto basso, pari al 40% sul Pil, e un ottimo equilibrio in termini di ricchezza distribuita; il livello di tassazione è tra i più elevati dell’Ue (più del 50% del Pil) ma lo Stato garantisce un ottimo livello di benessere economico e sociale. Nel 2014 l’economia danese è entrata in una fase di moderata crescita, con un Pil dell’1,6% nel 2015 e stimato all’1% per fine 2016. Come tutti i Paesi europei il Paese soffre di un tasso di inflazione molto basso, pari allo 0,4%, ai minimi dagli anni ’50 a causa in primis del crollo del prezzo del petrolio; la ripresa della quotazione di quest'ultimo - dopo i recenti accordi tra i paesi OPEC - potrebbe favorire una ripresa dei prezzi. La Banca centrale danese ha pertanto presentato una politica monetaria molto espansiva negli anni, che ha portato i tassi ufficiali vicino allo zero e quello sui depositi in territorio negativo (-0,65%). L’attuale curva dei rendimenti sui titoli di Stato della Danimarca vede un tasso negativo per i bond governativi con scadenza fino a 8 anni e la presenza di tassi bassi/negativi ha incentivato eccessivamente la sottoscrizione di mutui da parte delle famiglie e il crearsi di un allarme in termini di bolla immobiliare. Il mercato azionario danese (in Dkk) presenta un’ottima sovra-performance rispetto l’indice mondiale (in Usd) a partire dal 2015, in parte anche per effetto della significativa svalutazione della corona danese (Dkk) verso il dollaro registrata a fine 2014, che ha favorito l’export per molte società; solo nell’ultimo periodo l’indice ha registrato una flessione. È possibile esporsi sul mercato danese tramite Etf e fondi, seppur con un numero limitato di strumenti.
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