"Cat bond", premiata la decorrelazione

Consultique
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"Cat bond", premiata la decorrelazione

Rialzi del 50% in 5 anni
Come funzionano i fondi accessibili
al retail

 
Sono i grandi disastri naturali a riportare all’attenzione del mondo finanziario i cosiddetti “cat bond”. Le obbligazioni legate alle catastrofi sono emissioni lanciate da assicuratori/riassicuratori per trasferire agli investitori i rischi legati a eventi come inondazioni e terremoti. Obbligazioni salite alla ribalta negli ultimi anni in un mercato dove la ricerca del rendimenti ha spinto la ricerca di strumenti decorrelati per antonomasia rispetto ai mercati tradizionali. L’indice che fotografa il settore, lo Swiss Re Global Cat Bond, è balzato del 50% tra il 2011 e il 2016 risultando uno degli strumenti più performanti. Nell’ultimo decennio i “cat bond” hanno addirittura fatto meglio dell’indice azionario Msci globale. I prezzi dei “cat bond” soffrono in concomitanza degli eventi catastrofici, perché possono scattare le clausole che decurtano interessi e capitale. In assenza di eventi, i bond salgono perché offrono rendimenti interessanti, soprattutto oggi con i tassi a zero. Le emissioni di singoli bond sono riservate agli istituzionali. A livello globale sono 190 i cat bond in circolazione per un controvalore di 21 miliardi di euro (di cui 19 miliardi in dollari Usa).

Ecco come funzionano. «Un esempio - spiega Marcello Ferrara, analista di Consultique - è il bond lanciato da Generali, poco più di due anni fa, il primo del genere in Italia. Generali ha stipulato un contratto di riassicurazione con Lion I Re, un Spv (veicolo) irlandese, che fino al 2017 coprirà le possibili perdite catastrofali subite dal gruppo Generali a seguito a tempeste in Europa. Generali ottimizza in questo modo la sua protezione contro gli eventi catastrofali trasferendo agli investitori del bond parte del rischio legato a questi eventi. Generali paga un premio annuo del 2,25% sui 190 milioni di euro di copertura previsti dal contratto. I rischi per i possessori dei bond sono legati al fatto che se ci fosse una tempesta in 16 paesi europei con perdite superiori tra 400 e 800 milioni di euro per il gruppo Generali, parte degli interessi e del capitale del bond verrebbero ridotti fino ad annullarsi». Il sisma del 24 agosto nel Centro Italia ha riportato l’attenzione su questi strumenti anche in Italia. Lo scorso anno infatti UnipolSai ha lanciato (tramite Azzurro Re I, uno Spve irlandese che di fatto riassicura la compagnia) il primo “cat bond” contro il rischio sismico in Italia e nei paesi confinanti. La struttura prevede un cosiddetto «indemnity trigger», un sistema basato sull’indennizzo che collega il risarcimento alle perdite reali affrontate.
 
Per cui lo sponsor (UnipolSai) è indennizzato come se avesse acquistato una riassicurazione. Relativamente al terremoto di qualche settima fa,la stima effettuata sull’esposizione di UnipolSai sui danni ha evidenziato che non dovrebbero scattare le condizioni “trigger”. La strada preferenziale per il retail per accedere a questi strumenti è quello dei fondi Ucits. I fondi investono in bond e incassano le cedole. In Italia ne sono sottoscrivibili alcuni. Le case di investimento solitamente hanno una versione per gli istituzionali e una per il retail. «A tre anni - continua Ferrara - la performance total return di questi fondi è positiva grazie soprattutto all’effetto di apprezzamento del dollaro, il fondo migliore è il Gam ed è quello che ha la soglia di accesso più bassa (10mila dollari, ndr). Sono strumenti decorrelati e sono sicuramente interresanti come diversificazione in quest’ottica». Ad esempio, anche Azimut e Lombard Odier (da poco) hanno fondi che investono in “cat bond” con una soglia di ingresso oggi di 100mila euro. «I fondi - conclude Ferrara - che hanno una soglia di accesso a 100mila euro da soli si mostrano adatti a un retail che può fare un’ampia diversificazione».