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Gli indipendenti a raduno aspettano il nuovo Albo

24/11/2017

Gli indipendenti a raduno aspettano il nuovo Albo
Il 6 e 7 novembre a Verona il congresso dei cf remunerati solo con le parcelle dei clienti
 
Il Fee Only Summit, congresso nazionale dei consulenti e delle società di consulenza indipendente, giunge alla sua settima edizione e si svolge quest’anno per la prima volta a Verona. Teatro della manifestazione sarà il centro della città veneta, in piazza Bra, di fronte all’Arena nel Palazzo della Gran Guardia. BLUERATING ne ha parlato con Cesare Armellini (nella foto), che è presidente di Consultique (società che ha organizzato l’evento, n.d.r.) e storico co-fondatore di Nafop, l’associazione dei consulenti indipendenti (ribattezzati “autonomi” dalla nuova normativa, n.d.r.) e delle società di consulenza fee only.
 
A quali temi sarà dedicato il Fee Only Summit del 2017?

I temi sono molti e tutti caldissimi: la Mifid2 , il nuovo Albo, i mercati finanziari, il Fintech e la consulenza alle aziende. Senza dimenticare altre aree di approfondimento importanti sugli strumenti e le piattaforme efficienti, il trading, il ruolo di commercialisti e degli avvocati, le banche e il contenzioso finanziario. Abbiamo ricevuto un numero record di richieste di iscrizione all’evento e questo conferma l’interesse che la consulenza indipendente suscita nel settore e nel mondo delle professioni.
 
Aspettative sui partecipanti?
 
In base alle iscrizioni attuali ci aspettiamo almeno un migliaio di partecipanti. Fino a due anni fa l’evento era esclusivamente riservato ai consulenti indipendenti e alle società fee only, ma dall’anno scorso abbiamo deciso di aprire le porte anche ai futuri consulenti indipendenti, cioè a tutti quegli ex promotori, private banker e professionisti che vogliono conoscerci.
 
Cosa dobbiamo aspettarci per la consulenza fee only con l’arrivo della Mifid2?

Speriamo che Mifid 2 non sia concepita in Italia come un contenitore di norme fini a se stesse, ma contribuisca realmente alla tutela dei soggetti più deboli, cioè gli investitori. Il fatto che le reti e le banche abbiano optato di offrire una consulenza non indipendente fa certamente chiarezza su come si articola il mercato. Posso dire che il nuovo articolo 30 bis del Tuf (Testo Unico della Finanza, n.d.r.)  mette tutti gli operatori del settore di fronte a una scelta professionale in modo consapevole: preferiscono rimanere in banca o nella rete distributiva oppure desiderano coronare il sogno di essere consulenti puri?
 
Cosa ne pensa dei decreti e regolamenti che danno attuazione alla Mifid 2? Avete delle critiche da fare al legislatore e alle authority su questo punto?
 
Direi che c’è stato un passo indietro circa la proiezione dei clienti rispetto alla situazione attuale. La consulenza su base indipendente di Mifid 2 non va confusa con la consulenza indipendente normata dal nostro Paese. Indipendenti e società di consulenza finanziaria formulano raccomandazioni personalizzate al cliente che le potrà eventualmente concretizzare presso l’intermediario prescelto. Quindi non entrano in contatto e non intrattengono rapporti con gli intermediari finanziari: sono professionisti intellettuali. Il regolatore non deve correre in rischio di regolamentare una realtà professionale inesistente sul mercato e lontana da quella disciplinata dall’Italia negli ultimi dieci anni. Il modello italiano, operativo fin dal 2007, non soffre infatti dei condizionamenti che invece caratterizzano la consulenza su base indipendente per come viene concepita nei regolamenti della Mifid 2, che può essere prestata da una banca o dai suoi agenti collegati. Auspichiamo dunque che la Consob recepisca le nostre indicazioni dettate dall’esperienza e dalla conoscenza di professionisti e investitori.
 
Nel 2018 dovrebbe nascere l’Albo unico dei consulenti finanziari. Siete contenti di questa novità in arrivo che dà “cittadinanza” alla consulenza fee only nel nostro ordinamento?

Nel nuovo Albo sono previste tre sezioni: da un lato i consulenti fuori sede, gli ex promotori finanziari che lavorano per un intermediario o una banca. Dall’altro gli autonomi e le società in possesso del requisito di indipendenza soggettiva. Per quel che riguarda la rappresentanza nel nuovo organismo, gli interessi dei consulenti autonomi coincidono con quelli delle società indipendenti, la differenza sta solo nella forma giuridica. L’Albo sarà il primo passo verso una maggiore diffusione del modello di consulenza indipendente, come già avvenuto in molti Paesi del mondo, finanziariamente più evoluti del nostro.
 
 

 
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