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Plus24: Cliente Esagon vuole sapere se corre rischi

06/07/2020

Plus24: Cliente Esagon vuole sapere se corre rischi

CLIENTE ESAGON VUOLE SAPERE SE CORRE RISCHI

 

Sono un piccolo investitore, alcuni anni fa avendo a disposizione un po' di liquidità e non riuscendo a convincermi degli investimenti proposti dal mio istituto di credito (in quanto per me non del tutto chiari, oppure il consulente non è stato in grado di spiegarmeli bene) ho fatto un investimento in conti vincolati Esagon.
Lo stesso consulente bancario insiste con il dirmi che questi conti di deposito non sono sicuri ma io, verificando i fogli informativi, capisco che sono comunque considerati come depositi di conto corrente e pertanto coperti fino a 1oomila euro dal fondo interbancario. Mi sfugge qualcosa? Sono consapevole anch'io che a maggiori tassi di interesse corrisponde maggior rischio, ma qui mi pare che la banca faccia delle operazioni specifiche quando dà tassi più elevati dei tassi di mercato correnti e l'unico pensiero deve essere che i soldi vincolati non sono in alcun modo recuperabili prima della scadenza.


Sandra

risponde Federica Pezzatti (f.pezzatti@i1sole24ore.com)

Come è noto in Italia buona parte dei risparmi delle famiglie sono impiegati su forme molto liquide, conti correnti e depositi, che sono diventati il nemico numero uno di chi fa consulenza finanziaria cercando di proporre prodotti che puntano sui mercati finanziari.
E la pandemia, coni conseguenti effetti negativi sui mercati, ha accelerato la ricerca di soluzioni prive di rischio. Il conto deposito rappresenta una via intelligente di parcheggio della liquidità. Anche se nel lungo periodo ha più senso impostare una strategia che consenta di ottenere ritorni maggiori con un'asset allocation posizionata anche sui mercati finanziari (ETF azionari o obbligazionari, azioni e titoli di stato) in base ovviamente alla propria tolleranza al rischio e ai propri obiettivi e necessità.
Venendo alla sua domanda sulla sicurezza della soluzione da lei prescelta, abbiamo chiesto a Consultique di analizzare l'offerta nel suo complesso. Il conto deposito di Esagon è effettivamente protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per importi inferiori a 1oomila euro.
Al di sotto di tale importo, pertanto, il rischio di credito, principale incognita per questa tipologia di prodotto è praticamente coperto dal sistema di garanzia sui conti deposito.
«A ciò si deve aggiungere che la banca che emette il prodotto Conto Esagon, ovvero il Credito Fondiario, si caratterizza per buoni indicatori patrimoniali, reddituali ed economici - spiegano da Consultique -. Il CET1 della banca è al 17,9% (dato riferito al 31 dicembre 2019), Roe al 9,9%, crediti deteriorati su patrimonio netto attorno al 18%». Ciò che il risparmiatore deve saper gestire in questa tipologia di investimento è, tuttavia, il vincolo delle somme. Le somme non sono infatti svincolabili e, anche in caso di chiusura del rapporto da parte del cliente, come si legge dai documenti informativi di questo specifico prodotto, "il recesso ha effetto dalla data di scadenza dei vincoli eventualmente attivi". «Questa indisponibilità delle somme permette di offrire rendimenti sicuramente interessanti considerando il livello di rischio basso sostenuto - continuano da Consultique -.
A 12 mesi, per esempio, il conto Esagon offre attualmente un rendimento netto dello 0,185% (il bollo è a carico della banca), mentre il BTP con scadenza giugno 2021, nel momento in cui si risponde alla domanda del lettore, ha un rendimento negativo. Se il risparmiatore, quindi, riesce a gestire eventuali previste o impreviste necessità di liquidità attraverso altre fonti, tale tipologia di strumento rappresenta sicuramente un'alternativa a basso rischio». Inoltre, vista la possibilità di attivare più depositi, potrebbe essere utile vincolare le somme a diverse scadenze in modo da diversificare l'orizzonte temporale. Si tratta ad ogni modo di un rischio di cui, sulla base della domanda posta, il risparmiatore sembra aver consapevolezza.
Va però tenuto presente che diversificare, almeno in parte, anche banalmente sui BTP, in particolare su quelli che sono di nuova emissione (BTP Italia o BTP futura) potrebbe essere un'alternativa. Con questi strumenti i risparmi conservano almeno il valore reale proteggendo dall'inflazione i propri risparmi. Vincolare somme ingenti (per esempio a cinque anni) ad un tasso lordo come quello proposto da Esagon (1% a 60 mesi) potrebbe in effetti rivelarsi un autogol nel momento in cui i rendimenti di mercato dovessero salire. Avere i soldi bloccati impedisce di poter sfruttare eventuali occasioni sui mercati.

 


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