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PLUS24: L’artigiano valuta l’anticipazione per comprare un’abitazione «prima casa»

28/08/2021

PLUS24: L’artigiano valuta l’anticipazione per comprare un’abitazione «prima casa»

L’ARTIGIANO VALUTA L’ANTICIPAZIONE PER COMPRARE UN’ABITAZIONE «PRIMA CASA»


Sono un artigiano di 52 anni. Dal 2008 alimento il fondo pensione Arca previdenza comparto crescita. Ho versato circa 62 mila euro e il controvalore attuale delle quote è pari a 85mila euro circa.
Devo acquistare un immobile prima casa e mi chiedevo se sia una buona idea chiedere un’anticipazione sul fondo pensione. Volevo sapere come funziona la tassazione delle cifre anticipate se dovrò restituire l’anticipo e quali sono i tempi per ottenere l’anticipazione. Insomma, sto valutando i pro e i contro. Devo pagare delle tasse?

«L’acquisto o la ristrutturazione della prima casa propria o dei figli, rientra tra le fattispecie per le quali è possibile richiedere, prima del pensionamento, una parte del patrimonio accumulato all’interno del proprio fondo pensione», spiega Marcello Ferrara di Consultique. Tale anticipazione, sebbene sia possibile, non può tuttavia superare il 75% della posizione complessiva dell’iscritto, incrementata di tutte le anticipazioni già percepite.
Tale soluzione sebbene risulti essere normativamente percorribile, ne comporta una penalizzazione sotto il profilo fiscale. Infatti, sulle somme oggetto di anticipazione sarebbe pagata un’aliquota di imposta pari al 23%, che risulta essere decisamente superiore rispetto all’aliquota a cui il lettore sarebbe soggetto laddove mantenesse in essere il fondo pensione stesso fino al pensionamento. Infatti, l’aliquota d’imposta in caso di mantenimento della posizione fino alla data di pensionamento sarebbe dal 15% al 9% in funzione degli anni di partecipazione a forme pensionistiche (l’aliquota si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione dopo il 15°). Nel caso del lettore, se l’anno di prima adesione è stato il 2008, sono trascorsi 13 anni; dunque, l’aliquota attuale sarebbe ancora pari al 15%, tuttavia avendo 52 anni e dunque essendo non ancora prossimo alla pensione potrebbe veder ridursi significativamente detta aliquota (ipotizzando il pensionamento a 67 anni l’aliquota ammonterebbe all’11,1%).
La normativa prevede, tuttavia, la possibilità che il sottoscrittore del fondo in qualsiasi momento successivo possa reintegrare, in un’unica soluzione o con contribuzioni periodiche, le anticipazioni anche per un importo eccedente il limite di 5.164,57 euro annui. Su tali importi versati è riconosciuto un credito di imposta pari all’imposta pagata al momento della fruizione dell’anticipazione e tale credito può anche essere utilizzato per compensare altre imposte.
In conclusione, se il lettore ha intenzione, una volta effettuata l’anticipazione, di reintegrare, anche gradualmente, quanto versato all’interno del fondo, la possibilità di chiedere un’anticipazione al fondo pensione è una soluzione che potrebbe risultare efficiente, viceversa laddove abbia poi intenzione di non effettuare ulteriori versamenti all’interno del fondo stesso, la soluzione risulta essere scarsamente efficiente dal punto di vista fiscale e sarebbe dunque preferibile valutare soluzioni


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