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Rendere confrontabili i costi? E' un'impresa quasi impossibile

01/05/2004

Fonte: Plus, Il Sole 24 Ore; 01/05/2004

 

In controluce / La giungla delle commissioni
Rendere confrontabili i costi? É un'impresa quasi impossibile .

Alle unit linked è consentito il raddoppio delle spese

 

Il settore della previdenza in Italia è un mercato dove la domanda viene dominata dall'offerta, dove i prodotti più inefficienti e costosi sono anche quelli più venduti; lo dimostrano i numeri.

I costi che ricadono sui risparmiatori sono influenzati dal canale distributivo. Come evidenziato nella tabella di pagina 4, per i fondi chiusi i costi sono contenuti (contrattazione diretta), per i fondi pensione aperti sono più elevati (canale bancario), mentre per i Pip (o Fip) il canale distributivo più oneroso (assicuratori e promotori) è la causa di un livello di costi elevato. Un dato interessante è evidenziato nell'ultima colonna, ossia la presenza di Oicr (fondi comuni e Sicav) all'interno dei prodotti previdenziali. Anche in questo ambito tra Pip e fondi pensione ci sono delle differenze di non poco conto.

Le commissioni sui fondi e le Sicav nei quali il fondo pensione aperto investe non sono a carico dello stesso: i regolamenti stabiliscono, infatti, che non devono essere fatte gravare sul fondo pensione le spese e i diritti relativi alla sottoscrizione e al rimborso di fondi comprati, né le commissioni di gestione. Ciò, secondo la Covip, serve ad evitare una duplicazione dei costi a carico del risparmiatore. Nei Pip non esiste purtroppo questo tipo di tutela per il sottoscrittore. Infatti, ai costi che già sono insiti nel prodotto, si sommano quelli dei fondi e delle Sicav sottostanti.

Quale può essere, quindi, una delle principali conseguenze dell'equiparazione dei vari prodotti che ricadranno sui futuri aderenti? La normativa relativa ai fondi aperti (più favorevole per gli utenti), in merito alla duplicazione dei costi, verrà applicata anche ai Pip? Ci si chiede come verrebbe accolta questa normativa dai gestori dei fondi interni dei Pip che subirebbero una riduzione dei loro compensi.

Infine, per garantire una maggiore trasparenza e comparabilità dei prodotti, anche per i Pip bisognerebbe utilizzare degli indicatori omogenei di costo, come il Ter (total expense ratio), già utilizzato per calcolare l'ammontare totale annuo dei costi che gravano su un fondo comune d'investimento o su una Sicav. In tal modo si evidenzierebbero anche tutti gli altri costi che gravano sui prodotti previdenziali.

 

Luca Mainò, Consultique
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