“Ci fa molto piacere che dalle parole si inizi a passare ai fatti”. È un messaggio positivo e improntato alla collaborazione quello che giunge da Nafop, l’associazione nazionale dei consulenti fee-only, in merito alle prospettive e ai contenuti emersi dalla consultazione indetta dall’Ocf per definire le modalità di vigilanza degli operatori del risparmio.
 

Nafop ha partecipato al tavolo di lavoro organizzato a Roma per sensibilizzare l’Organismo sia in merito agli elementi distintivi dell’attività dei consulenti e delle società di consulenza finanziaria fee-only, sia ai requisiti di accesso all’Albo, con l’obiettivo di garantire che l’eterogeneità delle casistiche professionali venga considerata nella sua interezza.
 

“Porteremo all’attenzione del tavolo di lavoro ciò che rende unica la nostra figura professionale”, scrive il presidente Cesare Armellini nella comunicazione inviata agli associati e visionata in esclusiva da Citywire.
 

Armellini sottolinea che, “non essendo un intermediario e non ‘toccando’ il denaro del cliente”, il lavoro del consulente autonomo “richiede un approccio diverso rispetto a quello adottato per banche e reti di vendita”.
 

Nel 2016 l’Ocf ha condotto una rilevazione dei consulenti finanziari autonomi, conclusasi a fine anno con la manifestazione di volontà da parte di circa 1.500 operatori di iscriversi all’albo, atteso dal 2008. Secondo stime di Nafop i fee-only planner sarebbero circa il doppio.
 

"Il nostro contributo è ritenuto indispensabile dall’Ocf”, prosegue Armellini. “Più volte nell’incontro è stato sottolineato quanto sia importante la nostra partecipazione in termini di competenze, esperienze e metodologie di prestazione del servizio di consulenza finanziaria” che, precisa il presidente Nafop, sono conformi al Regolamento Consob 17130 del 2010, che l’associazione ha adottato come strumento di autoregolamentazione.