Consulenti finanziari: divieto al pagamento delle commissioni in EU

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Consulenti finanziari: divieto al pagamento delle commissioni in EU

Consulenti finanziari: divieto al pagamento delle commissioni in EU


BEUC, Organizzazione Europea dei Consumatori, si unisce a Better Finance e Finance Watch in una nuova lettera del 28 novembre 2022 indirizzata alla Commissione Europea, con l’obiettivo di sensibilizzare sul divieto del pagamento delle commissioni nella consulenza finanziaria.

Il tema è già stato sollevato all’interno della “Retail investment strategy”, iniziativa che fa parte del Capital Markets Union (CMU), nella quale la Commissione Europea ha inserito come obiettivo quello di innalzare la qualità della consulenza in materia investimenti dovuta alla struttura dei costi dei prodotti e delle modalità di determinazione della remunerazione dei consulenti finanziari.

La lettera, firmata dai segretari generali e direttori delle associazioni sopra citate, porta sul tavolo della UE i seguenti temi:

  1. Gli incentivi sulla vendita dei prodotti finanziari danneggiano i risparmiatori
  2. Il concetto di “advice gap” è stato travisato                                         
  3. I prodotti finanziari sottoperformano a causa dei costi

Gli incentivi sulla vendita dei prodotti finanziari generano conflitti di interesse che stanno danneggiando i risparmiatori su larga scala. Il divieto sul pagamento delle commissioni nella consulenza finanziaria è già stato applicato in Olanda e nel Regno Unito. Un recente report commissionato dalla Commissione Europea ha evidenziato come gli investitori hanno beneficiato di riduzione dei costi all’interno dei loro investimenti e quindi ottenuto maggior rapporto qualità-prezzo. Questi sono esempi virtuosi che dimostrano l’importanza di estendere il divieto a tutti gli altri paesi europei.

Negli altri paesi la consulenza è più simile ad un pitch di vendita, nel quale viene proposto un prodotto non perché questo porti valore al risparmiatore, ma in quanto fornisce un beneficio monetario a chi lo colloca. I risparmiatori europei non hanno quindi accesso alla consulenza finanziaria indipendente.

Purtroppo, il divieto di commissioni in Olanda e UK ha portato anche una falsa narrativa, quella dell’”advice gap”. Molti hanno iniziato a sostenere che a causa dell’eliminazione del pagamento degli incentivi, molte persone non hanno più potuto beneficiare della consulenza, o non avrebbero potuto pagare per il servizio di consulenza. In realtà, la FCA (Autorità regolamentativa inglese), ha riportato che le persone che non si avvalgono di consulenti finanziari non lo fanno per motivi di “costo” ma perché ancora diffidenti verso il sistema (prima basato sulla vendita) o perché non lo ritengono necessario per la loro situazione.

Il sistema basato sugli incentivi porta i risparmiatori ad acquistare prodotti finanziari sottoperformanti. ESMA, l’autorità europea di vigilanza, dichiara come i costi dei prodotti venduti ai risparmiatori retail abbiano costi di gran lunga superiori a quelli venduti agli istituzionali. Le commissioni che vengono pagate a chi colloca unit-linked in Francia ammontano a più del doppio rispetto al prezzo del prodotto.

La lettera si conclude con le speranze che, la Commissione Europea, includa il divieto di commissioni in tutti i paesi europei nella prossima review della Retail Investment Strategy.

Ricordiamo che la campagna “The price of bad advice” è ancora attiva in tutt’Europa e la BEUC continuerà anche nei prossimi anni nella sua attività di lobbying a favore della tutela dei risparmiatori europei.

Link utili:

Subject: Upcoming Retail Investment Strategy: debunking the “advice gap” (lettera del 28 novembre 2022)

Disclosure, inducements, and suitability rules for retail investors study - European Commission May 2022