La revisione del target di inflazione è inevitabile

Consultique
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La revisione del target di inflazione è inevitabile

LA REVISIONE DEL TARGET DI INFLAZIONE È INEVITABILE
LA REVISIONE DEL TARGET DI INFLAZIONE È INEVITABILE


Un paper del Parlamento europeo indica un intervallo per l'obiettivo di inflazione tra lo 0,5% e il 3,5% annuo. Ma secondo lo strategist difficilmente la Bce si spingerà su bande superiori all’1 per cento

L’ultimo ad annunciarlo è stato il governatore della Banca centrale finlandese, Olli Rehn. Il penultimo Jens Weidmann, governatore della Bundesbank, che nei giorni scorsi ha affermato che è opportuno rimodulare il target di inflazione in termini di intervallo: non più un valore preciso, ma una forchetta di valori ammissibili che dovrebbe essere simmetrica intorno al 2%, abbandonando così il cosiddetto bias asimmetrico che considerava accettabile qualsiasi valore di inflazione tra lo 0% e il 2%, ma non oltre. È sempre più folto il partito dei “revisionisti dell’inflazione”, che ritengono che la Banca centrale europea debba muoversi sulla scia della Federal Reserve che, lo scorso agosto, si è data un nuovo target che mira a riportare gli Stati Uniti ai massimi dell'occupazione e a stimolare la crescita dei prezzi. Come spiega Rocco Probo, gestore di Consultique SCF, l'impatto del Covid-19 sulle economie è stato senza dubbio disinflazionistico. In alcuni settori il crollo della domanda ha generato sensibili contrazioni dei prezzi indotte - se si pensa per esempio al settore turistico - dal forzato crollo della domanda. Dati alla mano, la contrazione dei prezzi a ottobre su base annuale del comparto dei trasporti e degli alloggi è stata importante nella zona euro, rispettivamente pari a -3,5% e -4,2 per cento. Ancora più drammatica è stata la contrazione dei prezzi del trasporto aereo, pari a -15% nella zona euro e a -32,5% in Italia. “Considerando il peso sul complessivo indice, le dinamiche dei prezzi di trasporti e alloggi hanno depresso, ceteris paribus, il tasso di inflazione HICP della zona euro di oltre 60 punti base. Solo un progressivo ritorno alla normalità, favorito dai vaccini, dovrebbe portare a recuperare tale gap”, spiega Probo.
Ma quali saranno i nuovi target e quali i tempi per la revisione? Un recente policy paper del Parlamento europeo supporta in maniera forte le posizioni di Weidmann e quantifica un plausibile intervallo per l'obiettivo di inflazione tra lo 0,5% e il 3,5% annuo. Quanto ai tempi, secondo Probo, “il processo di revisione dovrebbe terminare per metà 2021. Tuttavia, non si esclude che la Bce possa, attraverso dichiarazioni dei membri del Comitato Esecutivo, fornire anticipazioni al pubblico”. Sulla revisione dell’obiettivo di inflazione il mercato è ormai convinto che la Bce seguirà le orme della Fed andando verso l’adozione di un obiettivo di inflazione medio con una forchetta di valori ammissibili. Tuttavia, in particolare sul tema della media dell’inflazione, sarebbe meglio non fare i conti senza l’oste o, meglio, senza il banchiere centrale: “Lagarde continua infatti a ritenere che l’approccio forward-looking rifletta i principi tradizionali e ben consolidati di una politica monetaria prudente, e Weidmann considera la soluzione come pensata solo al contestuale momento di mercatoo”, dice Probo. Che conclude: “Difficilmente la Bce si spingerà su bande superiori all’1%, nonostante in questa fase eccezionale sarebbe più utile una maggiore flessibilità".

Gloria Vadonio