Plus 24 | Come gestire asset e liquidità quando si sta per acquistare un immobile

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Plus 24 | Come gestire asset e liquidità quando si sta per acquistare un immobile

Plus 24 |   Come gestire asset e liquidità quando si sta per acquistare un immobile

Sabato 15 agosto - Plus 24, p.8

LA LETTERA

In autunno devo valutare l’acquisto di un immobile e ho un po’ di liquidità da gestire in modo efficiente senza rischi eccessivi. Sto valutando come fare. Si tratta di circa 200mila euro. Sono indeciso tra un conto deposito o altri strumenti monetari come alcuni Etf.

Che cosa mi suggerite? Eventualmente potrei anche considerare i titoli di Stato a breve che hanno un’aliquota fiscale favorevole.

Ho 35 anni non ho figli e integrerei la cifra necessaria per il trilocale che vorrei comprare a Bologna, con un mutuo. Sperando di trovare soluzioni ancora convenienti ora che i tassi si stanno rialzando.

Peppino I.

Considerato il suo orizzonte temporale molto breve, legato all’acquisto dell’immobile in autunno, la scelta tra le diverse opzioni va valutata soprattutto in funzione di questo vincolo, dando maggiore priorità alla conservazione del capitale e la liquidabilità piuttosto che al rendimento. Le strade percorribili sono comunque tre: conti deposito liberi, Etf monetari e titoli di Stato a brevissimo termine.

Il conto deposito
Il conto deposito libero offre il vantaggio di conoscere il rendimento fin da subito e non risente delle oscillazioni di mercato. Inoltre, non presenta costi di negoziazione, il che lo rende particolarmente adatto a un orizzonte così breve.

I cloni
Gli Etf monetari offrono il vantaggio della massima liquidabilità, in quanto è possibile disinvestire in qualsiasi momento l’investimento grazie alla loro quotazione sui mercati regolamentati, apportando una flessibilità totale sulla data desiderata.

Lo svantaggio principale, proprio in un’ottica di brevissimo periodo come il suo, riguarda i costi di gestione e soprattutto quelli di negoziazione.
Si tratta di costi che normalmente si “ammortizzano” restando investiti per un tempo più lungo, ma su un orizzonte di poche settimane incidono in proporzione molto di più sul rendimento netto finale, riducendone il vantaggio reale.

I titoli di Stato
La terza opzione si riferisce ai titoli di Stato a brevissimo termine (per esempio BoT/BTp in prossimità di scadenza). Questi rappresentano probabilmente la soluzione più coerente con il suo orizzonte, perché possono essere selezionati con una scadenza allineata (o di poco precedente) alla data prevista del rogito, evitando così la necessità di vendere anticipatamente. Beneficiano inoltre di un trattamento fiscale agevolato rispetto agli altri strumenti. Lo svantaggio è una minore flessibilità nel caso in cui la data del rogito dovesse essere diversa rispetto alla scadenza scelta.

Facendo un esempio concreto con l’utilizzo di un Etf monetario che replica il tasso di deposito presso la Bce, il rendimento lordo ottenibile in questo momento è vicino al 2,25% annuo.
Questo si tradurrebbe in un 0,56% a 3 mesi ipotizzando che la Bce non incrementi ulteriormente i tassi d’interesse nel periodo considerato.

A questo rendimento lordo andrebbero dedotti i costi di gestione e l’eventuale imposta di bollo di competenza, i costi di negoziazione e infine l’imposta sostitutiva che, nel caso di alcuni Etf monetari che investono in larga parte in panieri obbligazionari governativi, è attorno al 15 per cento.

In conclusione, con un investimento di 200mila euro l’importo netto incassabile a 3 mesi è stimato attorno ai 760 euro.

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