Sabato 25 luglio - Plus 24, p.9
LA LETTERA
Vorrei ricevere un vostro parere in merito a una valutazione di versamento nel Fondo Espero.
Attualmente sono dipendente con la mansione di segretaria di una Scuola dell’infanzia privata, ho un’età di 63 anni, e sto versando il Tfr ad Alleanza Pip Fondo Previdenza.
Vorrei spostare il mio capitale e i successivi versamenti e Tfr al Fondo Espero anche per il contributo aggiuntivo del datore di lavoro.
Considerando un orizzonte lavorativo di circa tre/quattro anni e pensando di poter restare nel Fondo anche dopo il pensionamento.
S.M.
La scelta di trasferire la propria posizione previdenziale da un fondo pensione aperto o da un Pip a un fondo pensione negoziale può rappresentare un’opportunità interessante, indipendentemente dal numero di anni che mancano al pensionamento.
Uno dei principali vantaggi dei fondi pensione negoziali è rappresentato dal contributo del datore di lavoro. A fronte del versamento del Tfr e del contributo minimo a carico dell’aderente previsto dal regolamento del fondo, il datore di lavoro versa infatti un ulteriore contributo, che costituisce a tutti gli effetti un rendimento immediato dei versamenti effettuati.
Nel caso del Fondo Espero, il lavoratore versando oltre al Tfr un contributo pari all’1% della retribuzione, beneficia di un contributo datoriale di pari importo.
Un ulteriore elemento favorevole è rappresentato dalla possibilità di trasferire la posizione maturata presso un’altra forma di previdenza complementare, senza alcuna penalizzazione fiscale e senza perdere l’anzianità di partecipazione. Quest’ultima continua infatti a decorrere dalla data della prima adesione alla previdenza complementare ed è particolarmente importante ai fini della tassazione delle prestazioni, che può ridursi fino al 9% per le adesioni di più lunga durata.
Il trasferimento sarà possibile (dopo le recenti novità normative che entreranno in vigore per quanto riguarda la portabilità del contributo datoriale il 31 ottobre 2026, salvo nuovi rinvii) dopo almeno due anni di permanenza nella forma pensionistica di provenienza; se, come è presumibile, la lettrice aderisce al Pip Alleanza da oltre due anni, potrà trasferire l’intera posizione a Espero e destinare al fondo anche il Tfr maturando e i contributi futuri, iniziando così a beneficiare del contributo del datore di lavoro.
Merita attenzione anche il tema dei costi. I fondi pensione negoziali presentano generalmente costi di gestione significativamente inferiori rispetto ai fondi aperti e ai Pip.
Come emerge dalla tabella allegata, l’indicatore sintetico dei costi del Fondo Espero risulta sensibilmente più contenuto rispetto a quello del Pip della lettrice su tutti gli orizzonti temporali considerati.
Il fatto che il pensionamento sia previsto tra tre o quattro anni non costituisce un ostacolo al trasferimento.
Inoltre, una volta maturati i requisiti pensionistici, non esiste alcun obbligo di richiedere immediatamente la prestazione: la posizione può rimanere investita nel fondo anche dopo il pensionamento, consentendo all’iscritto di decidere successivamente quando e come percepire il capitale o la rendita. In caso di decesso prima dell’erogazione della prestazione, la posizione maturata sarà trasmessa agli aventi diritto secondo la normativa vigente.
Nel complesso, il trasferimento al Fondo Espero appare una soluzione meritevole di attenzione, soprattutto per il beneficio del contributo datoriale e per i minori costi di gestione. Per quanto riguarda la scelta del comparto di investimento, a pochi anni dal pensionamento è normalmente preferibile orientarsi verso una linea prudente, limitando l’esposizione ai mercati azionari. Tuttavia, se la lettrice è certa di non aver bisogno di utilizzare il capitale al momento del pensionamento e intende lasciarlo investito ancora per diversi anni, potrebbe valutare anche una linea bilanciata, coerentemente con il proprio profilo di rischio.
Risponde Consultique