Sabato 24 gennaio - Plus 24, p.10
LA LETTERA
Vi scrivo in qualità di genitore 52enne e dipendente privato con reddito annuo superiore a 60mila euro, attualmente iscritto al fondo negoziale di categoria “Concreto”.
Sto valutando la possibilità di aprire o incrementare un fondo pensione anche a favore di mio figlio, 16enne che studia, al fine di usufruire delle deduzioni fiscali previste per i versamenti effettuati per figli fiscalmente a carico.
Vorrei cortesemente chiedere un vostro parere in merito a quali sono i vantaggi fiscali e previdenziali specifici legati all’iscrizione in un fondo pensione negoziale di categoria di un figlio minorenne, rispetto a un fondo aperto?
Dal punto di vista del rendimento e del profilo di rischio, è più opportuno optare con il fondo negoziale di categoria oppure considerare investimenti in fondi aperti bancari o assicurativi con linee più dinamiche rispetto alla linea bilanciata di Concreto?
Inoltre, vorrei chiarimenti sul da farsi nel caso in cui mio figlio si trasferisse all’estero.
Paolo P.
Lei pone un quesito a cui non si può dare una risposta certa. Meglio un fondo negoziale o un fondo aperto? Dipende dal fondo e dai suoi risultati come è ovvio. Quel che è certo è che in ragione dei costi inferiori e della non finalità di lucro i fondi negoziali risultano, almeno sulla carta, più efficienti.
Venendo alla deducibilità, dal 2026 i versamenti ai fondi pensione sono deducibili fiscalmente fino a 5.300 euro complessivi (un lieve aumento rispetto al precedente limite di 5.164,57), somma che vale anche per i contributi versati per i familiari fiscalmente a carico.
«Il limite di 5.300 euro è infatti complessivo – ci spiega Paola Ferrari consulente finanziario e previdenziale di Consultique Scf –: include sia i contributi del genitore per sé sia i contributi del genitore per i figli a carico».
Dunque, il figlio deve essere fiscalmente a carico, in applicazione della normativa vigente ed il contributo deve essere effettivamente sostenuto dal genitore.
«Inoltre deve trattarsi di un versamento ad un fondo pensione negoziale, un fondo pensione aperto oppure Pip (piani individuali pensionistici) – aggiunge Ferrari –. Però attenzione, un lavoratore iscritto a un fondo negoziale può versare contributi nello stesso fondo anche per il figlio minorenne fiscalmente a carico, ma solo se lo Statuto del fondo negoziale lo prevede espressamente come nel caso del fondo Concreto». Mentre per Fondi Pensione Aperti e Pip l’adesione dei fiscalmente a carico è sempre possibile. «I fondi negoziali, come Concreto, mantengono costi in genere inferiori e un modello di controllo più rigoroso, fattori che incidono positivamente sulla performance netta – spiega Ferrari –. I fondi aperti ed i Pip presentano costi superiori ma una gamma più ricca di linee finanziarie». Data l’età giovane è preferibile scegliere linee d’investimento con maggiore componente azionaria. Concreto presenta solo due linee una garantita ed una bilanciata con massimo 25% di azionario. Il lungo orizzonte temporale a a disposizione suggerisce l’utilizzo di una linea più dinamica con maggiore rischio, a condizione che i costi non erodano il beneficio atteso.
Magari, in alternativa a Concreto, si può valutare la scelta tra i fondi pensione aperti con rating più alto pubblicato sulle pagine del Plus24 e calcolato da Consultique.
Per quanto riguarda il futuro. «La posizione del familiare a carico può essere trasferita ad altro fondo dopo due anni o mantenuta senza versamenti anche se cessano i requisiti di carico fiscale o di partecipazione al fondo del genitore.
Non è possibile trasferire il fondo negoziale o aperto o Pip italiano verso un fondo pensione estero. Per la portabilità europea bisognerebbe sottoscrivere un Pepp che tuttavia non sono mai decollati e sono in via di riformulazione in ambito europeo.