Plus 24 | Per il riscatto della laurea i medici devono essere iscritti all’Enpam da 10 anni

Consultique
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Plus 24 | Per il riscatto della laurea i medici devono essere iscritti all’Enpam da 10 anni

Plus 24 |  Per il riscatto della laurea i medici devono essere iscritti all’Enpam da 10 anni

Sabato 9 maggio - Plus 24, p.10

LA LETTERA

Sono una specializzanda in medicina nata nel 2000, laureata nel 2025 e nello stesso anno iscritta all’Albo e conseguentemente all’ente di previdenza Enpam con il primo versamento contributivo effettuato nel 2024 come studente.

Anche se il momento della pensione è lontano, credo sia opportuno fare dei ragionamenti e delle valutazioni a riguardo ora per poi non dovermene pentire. Le questioni sono due: riscatto e fondo complementare.

Per quanto riguardo il riscatto, mi pare che oltre agli anni del corso di laurea sia possibile riscattare quelli del corso di specializzazione.

La retribuzione da specializzanda è di circa 1.800 euro (12 mesi) al lordo dei contributi Inps (l’Enpam la pago separatamente) e delle tasse universitarie che vengono trattenute.

Può essere opportuno impostare fin d’ora un salvadanaio a integrazione della pensione, oppure la pensione Enpam è più soddisfacente? Nel caso fosse consigliabile, come muoversi e verso quale fondo?

Chiara

Riflettere sulla previdenza già all’inizio della carriera professionale è una scelta lungimirante. Nonostante ciò in Italia solo il 18% degli aderenti ai fondi pensione e ai Piani individuali di previdenza ha meno di 35 anni. Le cose potrebbero cambiare con le nuove regole che entreranno in vigore il prossimo luglio, che prevedono l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare (ci saranno sei mesi di tempo per dichiarare la contrarietà) altrimenti Tfr e contributo datoriale andrà al fondo di categoria. Ma veniamo ora alle due questioni che pone le lettrice che sono entrambe centrali nella pianificazione di lungo periodo.

«Per quanto riguarda il riscatto, in base alle regole Enpam attualmente vigenti è possibile riscattare il corso legale di laurea in Medicina e Chirurgia (sei anni) – spiega Paola Ferrari di Consultique –. Non è, invece, più riscattabile il periodo di specializzazione per i medici che hanno frequentato la scuola dopo il 31 dicembre 2006.

Va inoltre ricordato che per poter presentare domanda di riscatto all’Enpam, è necessario aver maturato almeno 10 anni di contribuzione effettiva presso l’ente». Di conseguenza, nella fase iniziale della carriera non è ancora possibile accedere a questa opportunità.

«Sul fronte della previdenza complementare, è opportuno considerare che il sistema pensionistico pubblico è oggi interamente contributivo: l’importo della pensione dipenderà quindi dai contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa – aggiunge Ferrari –. In presenza di carriere con redditi crescenti, è plausibile che il reddito pensionistico risulti inferiore rispetto all’ultimo reddito percepito – ricorda Ferrari –. In quest’ottica, avviare fin da subito una forma di risparmio previdenziale integrativa può rappresentare una scelta intelligente». Tanto più che cominciare presto consente di poter investire anche su comparti più rischiosi visto che ci sono tanti anni a disposizione e abbatte la tassazione finale delle prestazioni. Il Fondo Perseo Sirio è il fondo negoziale di riferimento per l’intero pubblico impiego, mentre il Fondo Sanità è specificamente dedicato al comparto sanitario, includendo medici e dirigenti del Ssn. Entrambi prevedono, a fronte di un versamento volontario del lavoratore pari almeno all’1% della retribuzione e del versamento del Tfr, un contributo aggiuntivo dell’1% da parte del datore di lavoro. Essendo fondi di categoria si caratterizzano per costi più contenuti rispetto ai fondi pensione aperti. «In alternativa è possibile valutare anche la costruzione di un portafoglio di investimento dedicato, per esempio con un piano di accumulo in Etf – spiega Ferrari —. Questa soluzione offre maggiore flessibilità e liquidabilità, nel caso in cui le somme dovessero essere utilizzate prima del pensionamento». Va, infine, ricordato che i contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito Irpef fino a un massimo di 5.300 euro annui.

«Oltre tale soglia viene meno il beneficio fiscale e ulteriori versamenti vanno valutati con attenzione dato che le somme sono vincolate, seppure con tutte le possibilità di anticipazione», spiega Ferrari. Informarsi per tempo e costruire gradualmente la propria strategia previdenziale resta il modo migliore. Non esiste una soluzione valida per tutti: è fondamentale valutare la propria situazione complessiva (utilizzando anche figure di riferimento attendibili e preparate a fare analisi previdenziali con tool specifici), «tenendo conto degli obiettivi, del reddito atteso e del patrimonio finanziario e immobiliare disponibile», spiega Ferrari

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