Sabato 17 gennaio - Plus 24, p.9
LA LETTERA
Ho 38 anni, che ho ricevuto un’eredità da un parente ed avrei bisogno di consigli in merito all’investimento del capitale ricevuto. Premetto che sono disoccupata e che difficilmente potrò lavorare a causa di problemi familiari. Non avendo ad ora nessun contributo versato e avendo prospettive lavorative incerte, con l’eredità ricevuta chiedo quale sia la miglior soluzione per garantirmi una pensione e nel frattempo una rendita dai miei investimenti (dettagliati nella scheda in pagina,ndr). Visto il mio impegno nell’assolvere la gestione familiare, pensavo in primis di farmi assumere dalla mia famiglia come colf o badante per poter cominciare a creare una contribuzione.
G.M.
Ottenere una rendita e al contempo investire per la pensione, la sfida è ardua per cui certamente la lettrice deve essere realista rispetto ai suoi obiettivi. Manca poi il riferimento a orizzonte temporale e profilo di rischio che sono necessari per costruire la giusta asset allocation.
Fatta questa premessa attualmente, più della metà del portafoglio è detenuto in liquidità. La restante parte è impegnata in titoli di Stato italiani con scadenze oltre i 15 anni, in tre titoli governativi della Romania, di cui due di essi emessi in dollari e pertanto soggetti a fluttuazioni del cambio. Infine, è presente anche un fondo obbligazionario a scadenza di Arca il cui rendimento a scadenza dichiarato dal gestore è pari al 2,74 per cento. Attualmente, tale composizione di portafoglio distribuisce annualmente (al lordo delle imposte) un flusso cedolare di circa 2.800 euro annui.
Dato l’ammontare del portafoglio, bisogna fare un paio di considerazioni: prima di tutto bisogna aver chiaro l’orizzonte temporale dell’investimento e il profilo di rischio della lettrice. Data la difficoltà nel trovare un’occupazione stabile, il portafoglio deve essere al riparo da spiacevoli e temporanee situazioni di mercato che potrebbero limitare la capacità di generazione del flusso cedolare. Oltre a questo, un’altra accortezza fondamentale è evitare l’eccessiva concentrazione in strumenti emessi da uno stesso emittente. Maggiore è la diversificazione di portafoglio, più lo stesso è al riparo da situazioni critiche. Dall’analisi del portafoglio dell’investitrice, infatti, emerge un’eccessiva concentrazione in strumenti di debito emessi dalla Repubblica Italiana e della Romania e dunque si suggerisce di aumentare la diversificazione utilizzando sia strumenti governativi di altri Paesi sia strumenti corporate (possibilmente emessi in euro al fine di evitare variazioni negative del tasso di cambio). Al fine di evitare concentrazione, si potrebbe valutare l’investimento attraverso Etf obbligazionari a scadenza che permettano una duration in costante discesa ma evitano il rischio di concentrazione.
Un altro consiglio importante è quello di abbattere i costi il più possibile.
Il fondo di Arca, infatti, presenta una spesa corrente annua pari allo 0,82 per cento. Infine, è sempre consigliabile investire in strumenti ad accumulazione per sfruttare al massimo l’effetto compounding. Anche se può sembrare comodo strutturare un portafoglio con un flusso cedolare costante, normalmente anticipa la tassazione sui guadagni perdendo l’effetto di capitalizzazione sui rendimenti. Scegliendo strumenti ad accumulazione sarebbe la lettrice a decidere il momento in cui disinvestire parte dello strumento per garantirsi il flusso cedolare richiesto. Resta comunque fondamentale costruire una posizione contributiva all’interno della previdenza pubblica in quanto le garantirebbe un flusso costante e vitalizio.
Risponde Consultique