Plus 24 | Riscatto laurea agevolato, una carta da giocare vicino alla pensione

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Plus 24 | Riscatto laurea agevolato, una carta da giocare vicino alla pensione

Plus 24 |  Riscatto laurea agevolato, una carta da giocare vicino alla pensione

Sabato 7 febbraio - Plus 24, p.9

LA LETTERA

Lavoro come impiegato in banca, sono nato nel 1987 (compirò 39 anni ad agosto). Lavoro ininterrottamente da maggio 2015, con regolare versamento di contributi (verificato anche sul sito Inps).

Da gennaio 2024 (anche grazie ad un incremento di stipendio), ho iniziato a effettuare versamenti per realizzare il riscatto della laurea agevolato: il piano di versamento prevede circa 240 euro al mese per 120 rate.

Recentemente però mi domando se sia ancora vantaggioso portare avanti questo versamento e riscatto o se forse possa essere meglio interrompere dopo qualche anno, anche viste le ipotesi recenti di modifica normativa.

A suo tempo ho reputato vantaggioso optare per il riscatto e il mio principale obiettivo era di anticipare la data di pensionamento, visto che al momento raggiungerei la pensione di vecchiaia a poco più di 70 anni, quindi dopo circa 42 anni di lavoro.

Per incrementare la pensione, o comunque avere risparmi per quella fase di vita, sto già versando su uno/due fondi pensione.

Mi domando se con il riscatto della laurea si possa effettivamente, salvo sorprese normative dei prossimi anni, anticipare l’età pensionabile? Perché se il riscatto della laurea mi servisse solo per un incremento dei contributi e quindi dell’importo della pensione, dirotterei queste cifre su uno dei fondi pensione che ho, i quali stanno anche dando ottimi rendimenti (ho attivato profili più azionari). Penso che il fondo pensione potrebbe essere più vantaggioso come integrazione previdenziale, se non accompagnato dall’anticipo della data di pensionamento. È corretto?

Pietro Mazzi 

Un soggetto nato nell’agosto 1987 che ha iniziato a lavorare nel 2015 e che, ipotizzando l’assenza di interruzioni contributive, prosegua l’attività lavorativa fino al pensionamento, secondo la normativa attualmente vigente accederebbe alla pensione a marzo 2054, con il requisito degli attuali 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Tali requisiti, è bene ricordarlo, saranno presto adeguati alla speranza di vita.

Ipotizzando il riscatto di cinque anni di laurea, la data di pensionamento non subirebbe modifiche, poiché il lettore maturerebbe comunque prima il requisito anagrafico dei 64 anni con almeno 20 anni di contribuzione rispetto al requisito alternativo dei 42 anni e 10 mesi di contributi (attualmente previsto per la pensione anticipata).

Pertanto, nel caso specifico del nostro lettore, il riscatto degli anni di laurea, alla luce della normativa oggi in vigore, non comporterebbe un anticipo della decorrenza della pensione, ma avrebbe esclusivamente l’effetto di incrementare il montante contributivo e quindi l’importo dell’assegno pensionistico futuro.

Va ricordato che l’onere del riscatto della laurea è interamente deducibile dal reddito, mentre i contributi versati alla previdenza complementare sono
deducibili entro il limite annuo di 5.300 euro.

Detto questo, la normativa previdenziale è soggetta a continui aggiornamenti e non è possibile sapere oggi se, in futuro, cinque anni di contribuzione aggiuntiva potranno consentire un anticipo dell’età pensionabile. Proprio per questo motivo, spesso consigliamo ai lavoratori di attendere prima di procedere con il riscatto della laurea, così da poter effettuare la scelta in modo più consapevole sulla base di regole più vicine al momento del pensionamento. Essendo interamente un riscatto “contributivo” non c’è l’urgenza che prima si aveva con il sistema retributivo.

L’accantonamento di risorse nella previdenza complementare risulta inoltre più flessibile rispetto alla previdenza pubblica: in alcuni casi (acquisto o ristrutturazione della prima casa, spese sanitarie rilevanti e così via) è possibile richiedere anticipazioni o riscatti. Resta comunque una forma d’investimento vincolata, seppur meno rigida rispetto al sistema pensionistico pubblico, e va valutata attentamente nel contesto complessivo del patrimonio finanziario e immobiliare del soggetto, anche in alternativa o in affiancamento ad strumenti più liquidi come Pac in Etf, obbligazioni o altri investimenti finanziari.

Infine, è utile ricordare che il riscatto degli anni di laurea può essere interrotto e ripreso in un secondo momento. Nel caso del nostro lettore, una possibile strategia potrebbe quindi essere quella di sospendere temporaneamente i versamenti e rivalutare la scelta in futuro, qualora il quadro normativo o le proprie esigenze personali dovessero cambiare.

Risponde Consultique Scf

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