Plus 24 | Talvolta il riscatto della laurea può anche posticipare il pensionamento

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Plus 24 | Talvolta il riscatto della laurea può anche posticipare il pensionamento

Plus 24 |  Talvolta il riscatto della laurea può anche posticipare il pensionamento

Sabato 25 aprile - Plus 24, p.9

LA LETTERA

Vi scrivo per porvi un quesito previdenziale. Sono un lavoratore che ricade totalmente nel sistema contributivo, nel mio caso il riscatto della laurea in forma agevolata è possibile anche per i corsi di studi antecedenti al 1° gennaio 1996.

L’Inps però mi ha detto che si perde la possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni di età, con minimo 20 anni di contributi, perché in questo caso nell’effettuare il calcolo del riscatto della laurea viene inserita comunque una settimana nel regime retributivo, facendo ricadere il lavoratore nel sistema misto.

Questo comunque accadrebbe anche se il lavoratore ha periodi contributivi antecedenti al 1° gennaio 1996 e opta per il sistema contributivo. É vero?

Risponde Consultique

Il tema del riscatto laurea è sempre più d’attualità e aumenta il numero di coloro che si informano per capire quali sono i reali vantaggi dell’operazione.

Un lavoratore “contributivo puro”, ossia che ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 1° gennaio 1996, può accedere al pensionamento anticipato al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi nel caso delle donne), oppure al compimento dei 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi.

In quest’ultimo caso, l’accesso è subordinato al fatto che l’importo della pensione risulti adeguato: l’assegno deve essere almeno pari a tre volte l’assegno sociale per uomini e donne senza figli, soglia che si riduce a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli.

Per entrambi i requisiti è prevista una finestra di uscita di tre mesi.

Diversamente, i lavoratori che hanno iniziato l’attività prima del 1° gennaio 1996 rientrano nel sistema misto e possono accedere alla pensione anticipata esclusivamente al raggiungimento del requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne).

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il riscatto dei periodi antecedenti al 1996. Qualora un lavoratore contributivo puro riscatti anche una sola settimana collocata prima di tale data, sia con modalità agevolata sia ordinaria, transita nel sistema misto e perde conseguentemente la possibilità di accedere al pensionamento a 64 anni con almeno 20 anni di contributi.

Ne deriva che il riscatto degli anni di laurea riferiti a periodi antecedenti al 1996 potrebbe, in alcuni casi, non anticipare ma addirittura posticipare la decorrenza della pensione, proprio per la perdita di questo canale di uscita. Un effettivo anticipo si realizza solo nel caso in cui il lavoratore riesca a maturare prima dei 64 anni il requisito contributivo dei 42 anni e 10 mesi di contribuzione, circostanza che può verificarsi, per esempio, per quei lavoratori che si sono laureati in corso, hanno iniziato subito l’attività lavorativa e non hanno buchi contributivi.

La scelta di riscattare gli anni di laurea deve comunque essere valutata in modo complessivo, tenendo conto non solo degli effetti sulla tempistica di accesso alla pensione, ma anche dell’eventuale incremento dell’importo dell’assegno pensionistico e del beneficio fiscale, considerato che l’onere sostenuto è interamente deducibile dal reddito imponibile Irpef.

Va infine ricordato che anche i lavoratori con contribuzione antecedente al 1996 che optano per il ricalcolo interamente contributivo della posizione non possono accedere al pensionamento anticipato a 64 anni con almeno 20 anni di contributi.

Alla luce di quanto sopra, ciò che afferma il lettore risulta pienamente corretto.

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