13/09/2022

Plus24 | Il 37enne meglio che versi parte dello stipendio anche al fondo di categoria Fon.te.

 

Ho 37 anni, lavoro con contratto a tempo indeterminato da aprile 2018. Da aprile 2021 ho destinato il Tfr al fondo di categoria Fonte (comparto dinamico) mentre già a dicembre 2018 avevo attivato l’iscrizione alla previdenza complementare nel fondo pensione aperto “SecondaPensione” di Amundi Sgr SpA dove ho scelto il comparto “Espansione” con opzione del programma denominato “LifeCycle”.
Quest’ultimo prevede il passaggio progressivo e automatico della posizione individuale dell’iscritto dai comparti di gestione con profilo di rischio più elevato verso i comparti di gestione con profilo di rischio progressivamente decrescente in funzione del tempo mancante rispetto alla data corrispondente al compimento del 65° anno di età dell’iscritto.
Ho inoltre attivato l’opzione “Switch Salvadanaio” che prevede il trasferimento automatico dal comparto “SecondaPensione Espansione Esg” al comparto “SecondaPensione Prudente Esg” di un importo calcolato secondo i seguenti criteri di calcolo: percentuale di overperformance del semestre solare di riferimento rispetto all’indice Foi moltiplicato per la posizione individuale dell’aderente all’ultimo giorno di quotazione del semestre solare precedente.
La percentuale della retribuzione netta che destino al fondo pensione di Amundi è pari al 10% ogni mese, mentre non faccio versamenti al fondo Fonte (Tfr a parte).
Vorrei sapere se le scelte fatte in merito al comparto Espansione, programma LifeCycle, opzione Switch Salvadanaio e alla percentuale della retribuzione che ho deciso di versare nel fondo pensione aperto sono corrette al fine di avere un’adeguata pensione integrativa.

Certamente avere scelto tempestivamente l’iscrizione a un fondo pensione ha permesso al lettore di cominciare nel percorso virtuoso di accumulazione ai fini previdenziali fin dall’inizio del percorso lavorativo. Bene anche che lo abbia fatto con un fondo aperto che ha ben performato: se si guardano i risultati a tre anni (fotografati a fine luglio) il comparto del fondo aperto SecondaPensione ha messo a segno il 20,73%, contro l’11,83% di Fonte linea Dinamica. «Va però tenuto conto un aspetto fondamentale: versando al fondo di categoria anche il contributo minimo volontario (oltre al Tfr), si ha diritto a ricevere (sostanzialmente in regalo) il contributo datoriale – spiega Paola Ferrari esperta previdenziale di Consultique –. Pertanto, è opportuno versare nel fondo Fon.te almeno il contributo minimo volontario, che viene prelevato direttamente dalla busta paga». Eventuali altri versamenti aggiuntivi che si vogliono effettuare possono essere realizzati volontariamente dal lavoratore nel fondo di categoria o in qualsiasi fondo pensione aperto.
La somma da accantonare nella previdenza integrativa è soggettiva, in quanto dipende dalle entrate presenti e future, dalla capacità di risparmio, dalla pensione che si percepirà, dal tenore di vita che si vuole mantenere e dal patrimonio finanziario e/o immobiliare di cui si dispone. «Noi non consigliamo di versare annualmente oltre il massimo deducibile fiscalmente (5.164,57 euro l’anno) – spiegano da Consultique – considerando anche tutti i vincoli di liquidabilità di questo tipo di investimento».
Per quanto riguarda SecondaPensione il fondo permette di scegliere tra cinque linee: garantita (4% azionario – 96% bond), prudente (15% azionario – 85% bond), bilanciata (32% azionario – 68% bond), sviluppo (52% azionario – 48% bond) ed espansione (82% azionario – 18% bond). La scelta della linea di investimento assume una connotazione soggettiva in quanto deve essere fatta in base del proprio profilo di rischio e dell’orizzonte temporale. La linea può essere cambiata ogni anno, oppure, come nel caso del nostro lettore, attivando il programma LifeCycle viene effettuato un ribilanciamento automatico dell’investimento nel tempo, passando gradualmente dalla componente più dinamica a quella più prudente.
In entrambi i casi non viene applicato alcun costo di switch. L’opzione Salvadanaio, attivabile solo nel caso di percorso LifeCycle trasferisce automaticamente quanto guadagnato in periodi di forti rialzi dei mercati (l’overperformance) nel comparto prudente. «Consultique, solitamente, in base al profilo di rischio e agli obiettivi, consiglia di scegliere un determinato comparto e di effettuare lo switch autonomamente, valutando anche il contesto e l’andamento dei mercati – spiega Ferrari –. Data la finalità previdenziale dell’investimento, tendiamo a sconsigliare i comparti più aggressivi e all’avvicinarsi dell’età pensionabile è opportuno orientarsi verso un profilo di rischio più prudente. Detto ciò, considerando comunque l’assenza di costi, anche il percorso automatizzato scelto dal lettore può essere una soluzione adeguata».

A cura di Federica Pezzatti

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