06/09/2022

Plus24 | Il vantaggio nel proseguire con il Pip dipende dal risparmio fiscale

 

La lettera

Nei prossimi giorni dovrò decidere cosa fare del Pip di Postaprevidenza valore sottoscritto il 17 novembre 2012 nel quale ho versato 36mila euro maturando, al 31 dicembre 2021, una posizione individuale di 40.316,48 euro. L’obiettivo era quello di usufruire delle deduzioni fiscali e incassare l’intero capitale al raggiungimento della pensione, senza quindi trasformarlo in rendita vitalizia o altro (importo annuo intorno a 1.500 euro). 
Il 1° agosto 2020 - come da programma - la pensione è arrivata quindi ho contattato la consulente che però insiste per convincermi a proseguire per altri cinque anni con i versamenti al fine di usufruire ancora delle deduzioni fiscali e ottenere una tassazione più vantaggiosa sulla liquidazione del capitale.
Ma ne vale veramente la pena, visto che già si è ipotizzato di modificare le aliquote fiscali anche su questo tipo di investimento?
Ringrazio anticipatamente e resto in attesa di suggerimenti al fine di effettuare la scelta più idonea a risolvere la situazione (ho compiuto 69 anni pochi giorni fa).

Risponde Consultique

Il Pip Posta Previdenza Valore è un piano individuale pensionistico che offre tre linee di investimento: profilo garantito, collegato al 100% alla gestione separata Posta Pensione, profilo guidato e profilo dinamico, che investono in parte in gestione separata e in parte in fondi interni.
Non sappiamo qual sia la linea scelta dalla lettrice ma noi privilegiamo la linea garantita, in quanto la gestione separata offre la garanzia del capitale investito e, per il criterio del costo storico a cui i titoli sono obbligatoriamente valorizzati, si contraddistingue per la stabilità dei rendimenti e non risente della volatilità dei mercati. La gestione separata ha avuto un rendimento medio annuo composto netto a 3 anni dell’1,63%, a 5 anni dell’1,84% e a 10 anni del 2,66% (dati al 31 dicembre 2021). Nell’anno in corso non ha risentito dello storno dei mercati, diversamente dalle linee che investono nei fondi interni con meccanismo unit. Il prodotto, indipendentemente dalla linea scelta, applica spese pari al 2,50% su ogni versamento e queste penalizzano il rendimento. Inoltre è previsto un trattenuto annuo dell’1% sul risultato della gestione separata.

Si ricorda che tutti i versamenti effettuati nella previdenza complementare sono deducibili dal reddito Irpef (e non ci sono per ora previsioni di cambiamento sotto questo aspetto) nel limite di 5.164,57 euro l’anno, pertanto, anche in caso di pensionamento, il lettore può continuare a fruire del vantaggio della deducibilità fiscale. In merito alla tassazione che viene applicata dal fondo pensione, essa è pari al 15% e si riduce di una quota pari allo 0,30% per ogni anno eccedente il 15° di partecipazione, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali.


Dato che il lettore ha sottoscritto il prodotto nel 2012 (ipotizzando sia questa la data della prima adesione alla previdenza complementare) anche se mantenesse in essere il prodotto per altri 5 anni e superasse i 15 anni di partecipazione, il risparmio fiscale sarebbe solo dello 0,30%, pertanto ininfluente. Considerando i tassi di interesse attuali, è doveroso evidenziare che il rendimento di un BTp a 5 anni si attesta attorno al 2,90% lordo annuo, pertanto tale rendimento può essere più allettante rispetto a quello offerto dalla gestione separata, ma a differenza di quest’ultimo, è soggetto alle inevitabili oscillazioni di mercato. Tale aspetto tuttavia non influisce se si volessero (e si potessero) tenere i BTp fino alla scadenza.


In caso contrario e se il cliente ha un profilo di rischio prudente, potrebbe valutare di mantenere in essere l’investimento nel profilo garantito. Nonostante il caricamento su ogni versamento, nel caso in cui il lettore avesse una capacità di risparmio annua, potrebbe anche proseguire nell’accantonamento al solo fine fiscale. Il vantaggio della deducibilità fiscale è tanto maggiore quanto più alti sono i redditi del cliente (che non sono stati indicati). Il rimborso di tasse infatti dipende dall’aliquota marginale dell’iscritto: più è alto l’imponibile più si deduce si va da risparmi fiscali sulla cifra massima deducibile di 1,187,85 euro per imponibili di 15 mila euro a 2220,7 euro per imponibili di 85mila.

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