21/11/2022

We Wealth | Banche italiane: +15% in sei mesi. Il rally può continuare?

 

Nel 2022 le banche italiane sono state generose con gli investitori che hanno dato loro fiducia. Lo saranno anche nei prossimi mesi?

A Piazza Affari i grandi vincitori degli ultimi mesi sono stati gli istituti bancari. Nessuno come loro è stato infatti in grado di resistere alle intemperie dei mercati internazionali. E difatti le performance messe a segno dalle banche italiane negli ultimi sei mesi sono decisamente interessanti. A fronte dell’1,3% registrato dal più ampio Ftse Mib, il Ftse Italia Banche è aumentato del 15,1% nello stesso periodo. Come si spiegano questi risultati? La sovraperfomance delle banche continuerà anche nei prossimi mesi?

I margini sostengono le banche
“Negli ultimi le principali banche italiane hanno sicuramente ottenuto delle performance migliori rispetto ad indici più generici. Le ragioni sono da individuare in un allargamento dei margini con conseguenti livelli di ricavi e di utili che hanno comunque retto in un anno caratterizzato dall’impatto dell’inflazione sugli utili in numerosi settori dell’economia” spiega a We Wealth Rocco Probo di Consultique, che tuttavia ammonisce: “Le attese per il prossimo futuro dovranno fare i conti con lo scenario in continua evoluzione. Il rimborso dei Tltro potrebbe infatti comportare degli aggravi di costo nella fase di raccolta di liquidità, contribuendo ad un futuro riassorbimento dei margini”.

Ma attenti alla recessione
Un’altra variabile con cui gli istituti bancari dovranno fare i conti è la recessione, da molti data ormai per certa, che potrebbe impattare, a seconda della sua intensità, sulla qualità del credito delle varie banche. “Gli ultimi anni sono stati sfruttati dal settore bancario italiano per migliorare e alleggerire il peso dei crediti deteriorati sul bilancio. Per tale ragione, una recessione leggera, come quella attualmente ipotizzata dai mercati finanziari, non dovrebbe tradursi in eccessive rettifiche dei crediti. Tale conclusione, tuttavia, potrebbe essere troppo ottimistica se la recessione dovesse essere più pesante di quanto attualmente stimato” continua Probo che poi sottolinea “Non bisogna, infine, sottovalutare le differenze in termini di business, quindi di eventuale impatto di quanto detto precedentemente, tra le varie banche italiane. Banche il cui business è maggiormente legato alle commissioni pagate dai risparmiatori, come tutte le realtà del wealth management, sono, infatti, più direttamente connesse alla ciclicità dei mercati finanziari più che alla ciclicità del mercato del credito”.

Dividendi interessanti
Ad ogni modo un’ancora per gli investitori nei flutti sia inflattivi che recessivi è rappresentata dai dividendi, dividendi che le banche italiane storicamente distribuiscono in modo generoso. Lunedì è stato il turno di Banca Mediolanum, Intesa San Paolo, Mediobanca, Poste Italiane che hanno staccato una cedola rispettivamente del 2,97%, 3,33%, 7,37%, 2,18%. I cali registrati da questi titoli lunedì non devono preoccupare gli investitori: il giorno dello stacco cedola il prezzo viene infatti aggiustato per il dividendo pagato. “I dividendi distribuiti dalle principali banche italiane sono sicuramente importanti in termini di importo nominale sul prezzo dell’azione, tuttavia una valutazione finanziaria corretta dovrebbe considerare il rendimento total return, quindi una valutazione congiunta del dividendo e della variazione del prezzo dell’azione stessa” conclude Probo.

Lorenzo Magnani