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Check up ai rischi dei fondi a cedola del padre 80enne

11/09/2017

Check up ai rischi dei fondi a cedola del padre 80enne
Scrivo per sapere se gli investimenti effettuati da mio padre ottantenne sono coerenti con il suo profilo. Ha sottoscritto dei fondi lussemburghesi (il primo Isin LU10608148420 Nef Obiettivo D 2018)con un investimento di 52mila euro prevede una cedola lorda annua 3,5%. Il gestore è Nord Est Asset Management Sa e la classe è la R. Il secondo è Bcc Cedola Paesi Emergenti 2019 Classe A(Isin LU1218107511) con il gestore Schroders.
Vorrei cortesemente sapere a quale dei due fondi corrisponde una cedola prestabilita o una cedola variabile? Negli investimenti in fondi è consigliato investire in cedola prestabilità o variabile? Per quali motivi? 
Quale dei due fondi è più rischioso e perché? Qual è la differenza tra rendimento effettivo e tasso cedola corrisposto? Che cosa identifica la lettera R e la lettera A nella classe? Alla scadenza quale capitale sarà rimborsato al cliente? Considerata l’età e il livello culturale dell’investitore (diploma di scuola media) l’investimento proposto dal consulente è idoneo? 


È curioso che tutte queste domande vengano fatte ora che i fondi sono nel portafoglio del padre del lettore da oltre due anni e non prima magari dallo stesso sottoscrittore. Sarebbe sempre bene sapere infatti ex ante su che cosa si sta investendo, quale rischio si corre e quanto costa l’investimento. Di questi tempi, considerando il numero elevato di clienti ignari possessori di bond delle banche in dissesto, al lettore è andata tutto sommato bene. Non ha comprato delle obbligazioni subordinate ma ha sottoscritto dei fondi, ossia degli stumenti che hanno la caratteristica di diversificare il patrimonio su uno svariato numero di titoli, diminuendo i rischi. Certo in caso di rialzo dei tassi non è detto però che questo strumento non esporrà a perdite.
Sui fondi a cedola questo giornale ha scritto molto in passato, facendo notare come spesso essi siano, oltre che costosi, anche illusori. Talvolta le cedole staccate, soprattutto quelle con ammontare fisso, possono andare a intaccare il patrimonio investito.

Venendo alle domande a cui ha risposto Consultique, si pongono a confronto due fondi, entrambi a scadenza ed entrambi con distribuzione di cedole, ovvero Nef Obiettivo 2018 D (LU1060814842) e Bcc Cedola Paese Emergenti 2019 A (LU1218107511). Entrambi distribuiscono una cedola variabile. Il primo fondo ha infatti distribuito 1,80% nel 2014, 2,32% nel 2015, 1,04% nel 2016 come si apprende dal sito del fondo, pertanto non ha una cedola fissa del 3,5% come indicato nella domanda. 
Il secondo fondo allo stesso modo ha una cedola variabile compresa tra il 3% e il 4%. Nella valutazione dell’investimento in fondi non è determinante la modalità di distribuzione, bensì il sottostante incluso nello strumento.
Tra i due fondi il secondo, Bcc Cedola Paese Emergenti 2019, è quello più rischioso in quanto ha una deviazione standard leggermente superiore al primo fondo. Come si comprende dallo stesso nome infatti ciò che caratterizza il fondo è l’elevata percentuale di esposizione in obbligazioni di Paesi emergenti che deve essere almeno pari al 70% del patrimonio. 

Anche il fondo Nef Obiettivo 2018 si espone verso il comparto obbligazionario emergente ma con percentuali di patrimonio sensibilmente inferiori. Il rendimento del fondo, e quindi dell’investimento, non è unicamente pari al rendimento cedolare poiché a questa percentuale va aggiunta la rivalutazione del sottostante determinata dalla differenza percentuale tra il valore attuale della quota e il valore originario della quota stessa. 
Poiché è ignoto il valore futuro della quota non è possibile conoscere con esattezza l’ammontare di capitale con cui a scadenza sarà rimborsato il cliente. Al termine del periodo di investimento il valore della quota potrebbe anche essere inferiore al suo valore iniziale. 

Le lettere che si trovano nel nome del fondo (“D” e non “R” come indicato erroneamente nella domanda per il primo fondo e “A” per il secondo) identificano la classe del fondo. Ad ogni classe del fondo corrispondono caratteristiche diverse. Si potranno per esempio trovare delle differenze nelle modalità di distribuzione dei proventi, nell’ammontare delle commissioni di gestione e così via. 

Sulla base della sola età e del livello di istruzione è difficile esprimere un giudizio sull’adeguatezza degli strumenti al profilo dell’investitore. Bisognerebbe infatti considerare almeno anche l’ammontare complessivo del portafoglio del sottoscrittore. Si tratta in ogni caso di strumenti di tipo obbligazionario quindi con rischio contenuto. Il fondo con maggiore rischiosità, inoltre, rappresenta una percentuale minoritaria all’interno del portafoglio dell’investitore in oggetto.

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