Il 70enne tentato dal 4% garantito dalla sua polizza

Consultique
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Il 70enne tentato dal 4% garantito dalla sua polizza

Il quesito
Sono un 60enne, possessore dell’abitazione e due seconde case vacanze date in locazione stagionale, con una pensione inferiore ai duemila euro. Ho sottoscritto nel 1996 una polizza Vita Creditras (Allianz), ramo 1 a gestione separata, che garantisce un rendimento minimo del 4% con possibilità di prelievo di quanto maturato in qualsiasi momento. In passato mi sono sempre limitato al versamento annuale di cifre contenute pari all’importo massimo deducibile fiscalmente; quest’anno ho versato invece oltre 200mila euro. I premi versati (essendo una polizza ante 2001) sono soggetti a una decurtazione per imposta del 2,5% e a un caricamento iniziale che, per versamenti di oltre 51.645, è dell’1,75%. Quale rischiosità sussiste per tale tipo di investimento, con particolare riferimento alla compagnia? Credendo nella convenienza di tale polizza alla luce del rapporto rendimento/rischio, sarei tentato di raddoppiare la cifra attualmente investita? Va applicato anche a tale polizza il principio della diversificazione? Conviene anche considerando i costi iniziali di imposta e caricamento?
 
La risposta di Giuseppe Romano
La risposta di Giuseppe Romano
Innanzitutto va specificato che le esperienze più recenti ci hanno insegnato che è sbagliato mettere tutte le uova in un paniere. Quindi il principio di diversificazione andrebbe sempre seguito. Fatta questa premessa la polizza in effetti con tassi negativi un rendimento garantito del 4%, seppure considerando i costi, non è niente male: oggi le polizze nuove hanno azzerato tali garanzie. Ma ci tengo a precisare che deve essere convinto di restare su questo investimento per qualche anno (altrimenti non ammortizza le tasse e i costi iniziali).

«La polizza rispecchia le condizioni di mercato di vent’anni, oggi il prodotto si presenta quindi come un’ottima opportunità in termini di rischio/rendimento –, come spiega Giuseppe Romano di Consultique –. La garanzia sull’emittente della polizza in esame, può essere definita anch’essa ottima; l’attuale compagnia assicurativa Allianz, infatti, rappresenta una tra le maggiori società mondiali: l’indicatore Solvency Ratio – che identifica il livello di patrimonializzazione dell’istituto – risulta pari molto buono e pari a 186% (giugno 2016). Il passaggio dalla precedente società Eurovita (iniziale emittente della polizza), compagnia di dimensioni significativamente più ridotte, è da vedere favorevolmente».

La rivalutazione della polizza si basa sul rendimento ottenuto dalla gestione separata “Futuroro Due”, il cui patrimonio è composto per il 97,4% da obbligazioni a tasso fisso. Il rendimento ottenuto nel 2015 è stato pari al 3,63%, tuttavia nel contratto è prevista la garanzia di un tasso minimo pari al 4%. «Ipotizzando che il versamento effettuato dal lettore di 200mila euro sia avvenuto a inizio 2016, il peso degli oneri iniziali sul premio verrebbe recuperato già a partire dal secondo anno – spiega Romano –, grazie alla rivalutazione della gestione separata al tasso minimo garantito pari al 4%.

A titolo esemplificativo, una simulazione sull’andamento del capitale maturato nel tempo mostra come dopo 5 anni, l’importo ottenibile in caso di riscatto totale sarebbe pari a 227.268 Euro, con un tasso effettivo di rendimento medio del 2,59% (3,29% in ipotesi a 10 anni). Sulla base degli attuali tassi di interesse, ottenere un tale rendimento annuo attraverso strumenti alternativi richiederebbe sicuramente l’utilizzo di prodotti molto più rischiosi e soprattutto volatili.

«In un’ottica di lungo periodo la valutazione della soluzione in esame resta comunque positiva, vi è la possibilità infatti di riscattare in ogni momento il capitale maturato senza l’applicazione di penali; la somma ottenuta potrà così eventualmente essere investita in quei prodotti che, in un futuro contesto di mercato, si presenteranno più remunerativi – spiega Romano –.

In conclusione la polizza risulta un buon prodotto; grazie alla combinazione di una piena garanzia sul capitale e un rendimento elevato, attualmente risulta conveniente sfruttarla per investire la liquidità ottenibile da altri strumenti finanziari del portafoglio. Tutto ciò che abbiamo detto vale nell’ipotesi che non vengano introdotti cambiamenti al funzionamento di questi prodotti (come sta avvenendo in Francia), modifiche che tuttavia non dovrebbero incidere sulle sue condizioni di polizza che sono stabilite da un contratto, come il rendimento minimo.



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