03/08/2022

Mondoinvestor | Ridurre la volatilità del portafoglio con gli strumenti Minimum Volatility

 

Su Borsa Italiana sono disponibili 15 strumenti che replicano indici costruiti con un approccio media/varianza o che riducono il peso dei componenti più volatili del parent index

Le dinamiche attuali stanno provocando un aumento della volatilità all’interno dei mercati finanziari. In primis le banche centrali che da qualche mese hanno iniziato ad attuare una politica sempre più restrittiva per cercare di arginare e combattere l’elevata inflazione, aumentando i tassi di interesse di riferimento. Inoltre, la crisi geo-politica nell’Est Europa, la mancanza di materie prime e i relativi problemi di approvvigionamento hanno provocato un crollo del mercato azionario rispetto ai massimi di fine 2021, causando quindi un calo dei multipli di mercato. Ma non solo la possibilità di scenari oltre che di alta inflazione anche di recessione stanno provocando timori al riguardo di un possibile deterioramento fondamentale e macroeconomico.
L’aumento della volatilità viene anche segnalata dai seguenti indici: l’indice VIX, che misura la volatilità implicita nel prezzo delle opzioni sull’indice S&P 500 quotate al Chicago Board of Trade, e l’indice Vstoxx, che indica la volatilità implicita nelle opzioni sull’Eurostoxx 50. Questi indici dal 2021 sono in un trend di rialzo e attualmente oscillano in un range elevato tra 20 e 30.
Per cercare di difendersi dall’aumento della volatilità sui mercati, su Borsa Italiana sono presenti diversi strumenti a gestione passiva (ETF), che hanno come obiettivo quello di ridurre la volatilità rispetto all’indice azionario di riferimento cap-weighted. Questi strumenti permettono di replicare l’andamento di un indice rappresentativo del mercato azionario, il quale però utilizza una metodologia di costruzione differente rispetto agli indici di mercato cap-weighted, dove i titoli sono pesati in base al livello di capitalizzazione di mercato. In particolare, le principali metodologie utilizzate per la realizzazione di indici a minima volatilità sono due.
La prima strategia prevede, con ribilanciamenti semestrali, l’utilizzo di un algoritmo specifico. In particolare, quest’ultimo attraverso una metodologia quantitativa seleziona il portafoglio a varianza (o volatilità) minima. L’ottimizzatore per ottenere tale risultato è dotato di particolari vincoli e condizioni da rispettare: come il vincolo di non negatività dei pesi (non sono ammesse posizioni corte) e con somma dei pesi pari al 100%. Inoltre, sono previsti anche ulteriori vincoli sui sottostanti come il peso massimo da attribuire ai singoli titoli del paniere, ad ogni settore o ad una precisa area geografica. L’impostazione è quindi consistente con l’approccio media-varianza per la determinazione dei portafogli efficienti. I ribilanciamenti del portafoglio sono tendenzialmente semestrali, i titoli in portafoglio a varianza minima o volatilità minima vengono selezionati tra quelli dell’indice azionario diversificato dell’area geografica a cui l’indice fattoriale si espone, considerando le correlazione tra i titoli stessi. Fanno parte di questa categoria gli indici Ossiam Minimum Variance, Stoxx Minimum Variance, MSCI Minimum Volatility e S&P Minimum Volatility.
La seconda strategia più diffusa associa, invece, un peso a ciascun titolo ricavandolo dal reciproco della varianza o della volatilità, in modo tale che i titoli più rischiosi abbiano un peso basso ed i titoli meno rischiosi abbiano un peso più elevato. Fanno parte di questa categoria gli indici S&P 500 Low Volatility, MSCI Risk Weighted e Stoxx Low Risk Weighted.
Nell’analisi seguente sono stati confrontati tre indici di MSCI che si espongono al mercato azionario globale, ovvero l’indice globale “core” MSCI World, l’indice Minimum Volatility e l’indice Risk weighted dal 2007 ad inizio luglio. Nelle analisi sono stati calcolati ed utilizzati rendimenti settimanali. L’obiettivo dell’analisi era di comprendere se gli indici riescono a ridurre e contenere la volatilità del mercato e se riescono, nonostante questo obiettivo, a dare rendimento all’investitore.
Dai risultati si ottiene che in termini di rendimento e di volatilità dell’intero periodo il portafoglio migliore è stato l’indice Minimum Volatility, che ha sovra-performato di circa 12% l’indice globale “core” e l’indice Risk Weighted di circa il 30%. Nel periodo considerato i due indici riescono nel loro intento, in quanto hanno una volatilità annualizzata inferiore a quella dell’indice globale MSCI World. Infatti, la volatilità annualizzata dei due indici fattoriali sono pari a 14% per il Minimum Volatility e 17% per il Risk Weighted inferiore a quella dell’indice base ovvero 18,5%. Anche in termini di max drawdown, ovvero massima perdita ottenuta nel periodo osservato, i due portafogli fattoriali sono riusciti ad ottenere valori inferiori rispetto all’indice core (-47% Min Vol vs– 54% Risk Weighted vs -57% World).
Andando nel dettaglio, sono stati osservati diversi intervalli temporali, ovvero periodi di bull market e periodi di bear market e ad elevata volatilità. In questo ultimo caso sono stati analizzati gli indici nei seguenti periodi: la crisi finanziaria 2008 (è stato preso come riferimento l’arco temporale agosto 2008-agosto 2009), la crisi epidemiologica del 2020 (ovvero è stato considerato tutto il 2020) e il primo semestre del 2022, si nota che gli indici, specialmente il Minimum Volatility, hanno tendenzialmente conseguito il proprio obiettivo perché hanno contenuto le perdite e hanno registrato una volatilità inferiore. Invece, in determinati periodi di bull market, come il 2019 oppure il 2021, gli indici hanno registrato una volatilità annualizzata inferiore, sempre con una maggiore efficacia dell’indice MSCI Minimum Volatility, ma allo stesso tempo hanno ottenuto performance inferiori rispetto all’indice globale diversificato.
Gli strumenti quotati su Borsa Italiana che permettono di implementare tale strategia sono circa 15 distribuiti da diversi emittenti. In tabella sono presenti tali strumenti, essi permettono di investire, oltre che in maniera diversificata sul mercato azionario globale, attraverso le metodologie descritte in diverse aree geografiche: Paesi Emergenti, Europa, Zona Euro, USA.

Elia Pachera - analista Consultique

 

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