31/05/2022

We Wealth | Azioni Usa: no a tech e growth, investire su consumi e utilities

 

Dall'Asia all'America. Il focus si sposta sulla più grande economia del mondo, che ospita anche i più grandi mercati azionari e obbligazionari su scala globale, e il cui andamento avrà quindi un impatto sugli investitori nel mondo. Passeremo in rassegna azionario, obbligazionario, titoli di Stato e società tech tutti rigorosamente a stelle e strisce in quattro puntate a prova di investimento. Un'idea delle opportunità del momento da cogliere con l'aiuto di un consulente finanziario.


Partendo dall'azionario, in questo momento il sentiment sui mercati finanziari non è così ottimista come lo è stato nel recente passato e le performance ne sono la diretta dimostrazione.
“L'indice della paura relativo al mercato statunitense, il VIX, è prossimo ai 35 punti. Si tratta di un livello considerevole se si considera che negli ultimi cinque anni è stato toccato sette volte e superato solo nel 2020 con la diffusione del Covid” spiega Rocco Probo analista di Consultique aggiungendo che “I rischi che l'indice prezza sono numerosi, ma il principale resta il rischio di ritrovarsi in una recessione economica, subito dopo una pandemia che ha bloccato l'economia globale, associata ad un livello di inflazione nei Paesi occidentali superiore a quanto ci si era abituati negli ultimi anni”.
Guardando nel dettaglio all'economia a stelle e strisce le probabilità di una recessione nel prossimo anno sono stimate al 25% e l'inflazione attesa per il prossimo anno è pari, sempre secondo le stime di mercato, al 4,8%. In questo contesto, la banca centrale si trova in difficoltà nel tentativo di calmierare l'inflazione ed evitare la recessione. Da un lato, infatti, la Federal Reserve porta avanti una politica decisamente restrittiva, con aumenti dei tassi guida pari a 50 punti base nell'ultimo meeting; dall'altro si osserva un deterioramento della spesa delle famiglie: la crescita dei salari non sta tenendo testa all'aumento dei prezzi, il reddito a disposizione per i consumi si riduce e si risparmia sempre meno per sostenere lo stile di vita.

Come investire
“Un'economia in difficoltà induce alla generale sofferenza per il comparto azionario a cui si aggiunge l'effetto del rialzo dei tassi su determinate tipologie di titoli azionari”, ammonisce Consultique spiegando che “un incremento dei tassi riduce in modo più determinante i titoli con una duration più lunga. Il concetto di duration non è relativo solo al segmento obbligazionario, ma può essere esteso anche al comparto azionario, nel quale deve essere interpretato come la scadenza media nel ricevere flussi di cassa futuri in termini di dividendo. Più le attese di dividendi futuri sono lontane nel tempo, più la “duration” è elevata, più si è impattati dall'aumento dei tassi. Soffrono di conseguenza maggiormente tipicamente i titoli tecnologici o i titoli caratterizzati da una forte crescita attesa, con un business ancora non pienamente consolidato”. E su questi settori scatta dunque un “alert” per chi investe.

I settori
Dato l'elevato grado di incertezza descritto, le previsioni settoriali, ma anche relative al generale andamento dell'economia e dei mercati finanziari presentano grossa aleatorietà. “Tuttavia, se lo scenario di difficoltà economica dovesse essere confrontato, il settore dei consumi di prima necessità potrebbe risultare vincente, nel senso di riuscire quantomeno potenzialmente a limitare le perdite. L'esposizione verso settori difensivi, quindi, e la sottoponderazione dei segmenti tecnologici o growth rappresenta una strategia per affrontare momenti correttivi che potrebbero continuare” spiega Probo.

Da Coca-Cola a Walmart
All'interno del settore dei consumi di prima necessità statunitensi i nomi di aziende conosciute a cui approcciarsi con il supporto di un consulente sono molti e Consultique cita: Coca-Cola, Walmart, General Mills come esempi di titoli con performance positive da inizio anno contro le pesanti perdite dei famosi FANG, il cui rendimento da inizio anno si aggira attorno al -30%.
“Gli stessi ragionamenti possono portare a considerare un altro settore difensivo, come quello delle utilities, anch'esso caratterizzato da un beta inferiore a uno, quindi ad una sensibilità nei confronti delle variazioni di mercato attenuata. Anche in questo segmento ci sono aziende che hanno tenuto in questo avvio di anno complicato, sia lato distribuzione di energia, sia lato distribuzione di acqua potabile”.

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