Investire in ETF: come scegliere i migliori

05/01/2022

Investire in ETF: come scegliere i migliori

 

  1. Cosa sono gli ETF
  2. Le tipologie di replica
  3. I costi
  4. Utilizzo dei rendimenti
  5. Esposizione valutaria
  6. Il rating Consultique
  7. Siti e software per selezionare i migliori ETF

Gli ETF rappresentano una soluzione di investimento innovativa e di successo. Presenti sul mercato dagli anni ’90, se ne parlava già a partire dagli anni ’60 e tra i pionieri troviamo John Bogle, fondatore di Vanguard, che lanciò il primo First Index Investment Trus nel 1976. La loro popolarità è cresciuta così tanto che, nel 2021, le nuove masse che affluiscono alla gestione passiva negli Stati Uniti hanno superato abbondantemente quelle della gestione attiva. In Europa non è ancora così dato che il sistema è ancora prevalentemente banco-centrico. Le masse in gestione degli ETF hanno raggiunto i 6.000 miliardi di dollari nel mondo.

Oggi, se consideriamo la famiglia degli ETP che racchiude all’interno anche gli ETF si contano più di 2.500 strumenti. Questo rende un po' più complicato per i risparmiatori ma anche per i consulenti selezionare i migliori ETF che ci sono sul mercato.

1. Cosa sono gli ETF

L’ETF o Exchange Traded Fund, è una tipologia di fondo comune che replica passivamente un indice di mercato. Dietro ad un un ETF non c’è un team di gestori ed esperti che decide ogni giorno cosa comprare e vendere come accade per i fondi attivi, ma le aziende in cui l’ETF investe sono le aziende che compongono un determinato indice che può essere geografico o settoriale, azionario o obbligazionario e così via.

Ad esempio, se si vuole investire nelle 500 aziende americane a maggior capitalizzazione si sceglierà un ETF che replica l’indice S&P500.

Gli ETF si acquistano come le azioni tramite un’unica operazione conoscendo il valore di mercato in ogni istante.

Vediamo le caratteristiche principali da conoscere prima di investire in ETF.

2. Le tipologie di replica

Il primo aspetto da considerare quando si sceglie un ETF è la tipologia di replica, in quanto l’obiettivo del nostro ETF è quello di replicare l’indice di riferimento nella maniera migliore e più economica possibile.

Esistono 2 tipologie di replica:

  • Replica fisica
  • Replica sintetica

La replica fisica è quella più utilizzata dagli emittenti e si suddivide in replica fisica completa, nel caso in cui l'ETF investe in tutti i titoli presenti nel paniere dell'indice sottostante, oppure in replica fisica ottimizzata, nel caso in cui l'ETF investe solo in un campione di titoli.

La seconda modalità di replica è quella sintetica, nel caso in cui l’ETF fa utilizzo di contratti derivati per replicare l’andamento dell’indice non detenendo direttamente i titoli.

Con la replica fisica si elimina qualsiasi rischio di controparte anche se questi ETF hanno spesso un costo leggermente più alto rispetto a quelli a replica sintetica.

3. I costi

Il costo dell’ETF è indicato all’interno della voce Spese Correnti del KIID, ovvero il key investor information document che è il documento principale che vi viene fornito al momento della sottoscrizione. Sulle schede prodotto degli emittenti lo trovate anche sotto la voce TER = total expense ratio.

E’ questo l’unico costo di un ETF? In realtà no. Spese correnti o TER racchiude le commissioni di gestione e i costi amministrativi (banca depositaria, pubblicazione quote, organizzazione assemblee, invio comunicazioni, spese legali, ecc…) ma ad esempio non contiene i costi di transazione dei titoli all'interno del portafoglio dell’ETF nel caso di replica fisica o commissioni richieste dalle controparti degli swap nel caso di replica sintetica.

I costi di transazione sono quasi irrilevanti se prendiamo gli ETF che replicato i mercati sviluppati o indici come l’S&P500, mentre per quelli legati a mercati difficilmente raggiungibili o di nicchia possono avere un peso maggiore ma sempre inferiore alla voce spese correnti. I consulenti si avvalgono di software per dedurre questi costi per il cliente ex-ante.

Altri costi da non sottovalutare sono quelli in cui si incorre al momento dell'investimento/disinvestimento ovvero:

  • lo spread bid/ask osservabile al momento dell'acquisto e della vendita delle quote dell'ETF . Più l’ETF è scambiato minore è la differenza tra le offerte di acquisto e vendita e il prezzo che si pagherà è vicino a quello “fair”;
  • i costi di esecuzione delle operazioni applicati dalla Banca/SIM/Broker. Solitamente le commissioni dei broker sono più basse rispetto a quelle applicate dalle banche.

In ogni caso è importante dire che gli ETF NON PREVEDONO costi di ingresso/uscita o commissioni di performance.

4. Utilizzo dei rendimenti

Si può scegliere tra ETF che distribuiscono entrate regolari e ETF che reinvestono i proventi. Si può individuare subito la tipologia di ETF perché riporterà nella denominazione il termine AC/ACC per quelli ad accumulazioni e DIST per quelli a distribuzione.

E’ libera scelta degli investitori preferire una o l’altra soluzione, solitamente se si decide di risparmiare una quantità elevata di denaro per uso futuro, gli ETF ad accumulazione rappresentano la scelta migliore. Se scegliere per un ETF a distribuzione, le entrate da dividendi o interessi sono tassate sempre al momento della distribuzione altrimenti verrà tassato tutto al termine.

5. Esposizione valutaria

Gli ETF possono coprire dal rischio valuta oppure no. Per spiegare questo punto vi portiamo un esempio di un ragazzo che ci ha contattato su Instagram pochi giorni fa. Avendo visto che l’indice S&P500 ha fatto +27% da inizio anno nel 2021, ci ha chiesto come mai il suo ETF sull’S&P500 ha fatto invece +42%.

Il motivo principale è che quando si compra un ETF (non coperto) si compra anche il rischio cambio. L’ETF in questione investe in titoli americani denominati in dollari ma è quotato in euro su borsa italiana.

La maggior parte della differenza di rendimento è dovuta proprio a questo, il dollaro nel 2021 si è apprezzato rispetto all’euro e ciò ha comportato un risultato positivo per il risparmiatore. Nel 2020 invece era avvenuto il contrario.

Gli ETF con copertura o hedge hanno un costo lievemente maggiore ma non incorrerete nel rischio valuta.

L’altra differenza consiste nel fatto che il +27% dell’S&P500 non considera i dividendi mentre l’ETF in questione è ad accumulazione.

6. Rating Consultique

Per aiutare nella selezione egli ETF investitori e consulenti siamo diventati nel lontano 2004 la prima società al mondo ad aver sviluppato il rating degli ETF che si può consultare in parte il sabato sul Plus24 de Il Sole24ore (esempio di rating al 30/09/2021)

Il rating valuta con cadenza trimestrale tutti gli ETP quotati sul segmento ETFPlus di Borsa Italiana secondo 3 variabili di quelle descritte in precedenza:

  • Capacità di replica, intesa come efficienza nel limitare le differenze tra performance dell'indice replicato e performance dello strumento
  • Liquidità – spread bid ask
  • Costi – spese correnti

Ciascun fattore all’interno di queste 3 variabili determina un voto. La media dei voti riportati costituisce il voto complessivo dello strumento (da 1 a 5 stelle). Tutti i fattori sono valutati secondo parametri assoluti e NON relativamente alla media degli altri strumenti.

7. Siti e software per scegliere i migliori ETF

Una delle difficoltà più grandi che riscontrano risparmiatori e consulenti è quella di selezionare i migliori strumenti finanziari che ci sono sul mercato. Ad oggi esistono oltre 2.500 ETP e il numero di strumenti ed emittenti cresce ogni giorno sempre di più.

Esistono diversi siti online che aiutano nella selezione degli ETF e permettono di fare anche confronti tra i vari strumenti, ma purtroppo è difficile ottenere nello stesso luogo tutte le informazioni di cui si ha bisogno oppure il numero di strumenti acquistabili è sempre così ampio che ne complica la selezione. E' necessario quindi uno strumento che semplifichi il processo di selezione, filtrando in modo indipendente tutto ciò che è disponibile sul mercato e che permetta di arrivare alla scelta di investimento in pochi click.

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