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Il digitale abilita l'indipendenza e potenzia la capacità di scelta

04/08/2017

Il digitale abilita l'indipendenza e potenzia la capacità di scelta
Dottor Rocco di Torrepadula, sarete presenti al FeeOnly Summit di Verona che riunisce tutto il mondo della consulenza indipendente. Secondo lei quali effetti avrà il Fintech sulla consulenza finanziaria? In particolare su quella dedicata alle aziende? 
 
Il fintech è uno strumento potentissimo per i consulenti finanziari più competitivi. Tramite il fintech, i consulenti possono offrire ai propri clienti una gamma di soluzioni finanziarie molto più ampia, comprese soluzioni di investimento e di finanziamento prima non accessibili, con una velocità molto più elevata, performance più interessanti e trasparenza molto maggiore. Il Fintech aiuta i consulenti a servire molto meglio i propri clienti, e a servirli in modo operativamente più semplice e più agile, dunque potenzialmente a servirne di più o più in profondità.
 
Nel caso specifico di Credimi, un consulente può strutturare per il suo cliente un plafond di finanziamento sul circolante in 48 ore, anche per aziende complesse, senza documenti cartacei, senza nessun costo di messa a disposizione, e senza intaccare i fidi bancari. Una soluzione che piace molto ai consulenti più evoluti, che difatti rappresentano già una quota significativa dei nostri finanziamenti.
 
Credo che il fintech non sarà uno strumento che sostituisce il consulente, ma piuttosto che renderà l’intervento del consulente più incisivo. Una buona metafora di quello che sarà la tecnologia per i consulenti è il modo in cui Watson, il sistema di intelligenza artificiale di IBM, viene utilizzato in medicina. Watson ha una capacità di diagnosi ineguagliabile, potendo analizzare in pochi minuti milioni di casi clinici simili e confrontarli con quello del paziente. Watson in questo modo consegna delle diagnosi potentissime al chirurgo – il quale è poi lui a eseguire l’intervento e a farne un successo. Ecco, credo che di qui a pochi anni anche i consulenti finanziari utilizzeranno le macchine in modo simile.
 
La sua decisione di dedicarsi anima e corpo al Fintech da cosa deriva? Prevede una forte espansione della quota di mercato di aziende come la vostra?
 
Ho sempre amato sia la finanza che l’innovazione, e il fintech ne è la sintesi. Ho quindi la fortuna di amare moltissimo quello che sto facendo, e questo è il motivo principale. Certo, ci sono anche le prospettive del mercato. I finanziamenti digitali valgono circa 200 milioni in Italia, 5 miliardi in UK, circa 30 Miliardi in USA, e 100 miliardi in Cina. Amazon, Paypal e Square hanno già finanziato 180.000 aziende nel mondo. Questi numeri parlano da sé. Il fintech diventerà – sia dentro che fuori le banche tradizionali – il modo corrente di funzionare della finanza. Solo 7 o 8 anni fa, non avremmo creduto alla possibilità che un consulente potesse parlarci in video, collegandosi in remoto, simulando evoluzioni del nostro portafoglio, e proponendoci delle soluzioni da firmare in modo digitale. Oggi, questo tipo di operatività è realtà in diverse istituzioni. Domani, sarà la norma. 
 
Credimi è una start up innovativa del credito: il mercato comincia a riconoscervi come player alternativo al mondo bancario?
 
Credimi è ancora un “cucciolo” della finanza. Siamo infinitamente più piccoli delle banche e manteniamo l’umiltà di chi è appena nato e sta imparando. Siamo però molto contenti del fatto che tutti i clienti che ci utilizzano (abbiamo già fatto 1300 finanziamenti in 7 mesi) sono entusiasti del nostro modo speciale di funzionare, e difatti ci utilizzano molto di più e più frequentemente di quello che avevamo pianificato.
 
La domanda di consulenza indipendente sta crescendo. Quale messaggio vuole dare ai consulenti e alle società fee only in attesa di incontrarli a novembre a Verona?

Il pianeta si digitalizza e il digitale abilita l’indipendenza e potenzia la capacità di scelta, sia dei consulenti che dei clienti. Non c’è mai stato un momento migliore per essere un consulente indipendente. 
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