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MiFID II, passa il 30-bis, gli indipendenti potranno promuovere e prestare il servizio anche al di fuori del domicilio eletto.

29/08/2017

MiFID II, passa il 30-bis, gli indipendenti potranno promuovere e prestare il servizio anche al di fuori del domicilio eletto.
Approda in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto legislativo 129/2017 che modifica il Tuf realizzando il recepimento in Italia della MiFID II. Il testo definitivo contiene l’articolo 30-bis che riconosce anche ai consulenti autonomi e alle società di consulenza la possibilità di prestare il servizio fuori sede.

Il presidente Nafop Cesare Armellini, intervistato da Focus Risparmio, esprime soddisfazione in quanto i consulenti e le società di consulenza indipendente potranno promuovere e prestare il servizio anche al di fuori delle mura della propria sede, non solo per tutte le attività afferenti all’esecuzione del contratto ma anche per la firma del contratto stesso. ”È stata sposata la nostra linea che esprime quella che è la nostra particolarità nel mercato finanziario: essere dei liberi professionisti, alla pari di commercialisti e avvocati, e poter operare liberamente sul territorio senza avere vincoli” , spiega Armellini. “In realtà ci sembra di avere ottenuto la normalità, ovvero l’esercizio normale di una attività professionale che si possa promuovere all’esterno e che consenta anche di poter firmare dei contratti all’esterno della propria sede. Inoltre così le società di consulenza potranno avvalersi di collaboratori che potranno andare anch’essi all’esterno e svolgere l’attività di consulenza”.

“Nel mercato italiano esistono ad oggi 2 poli: il polo bancario, con le classiche banche o reti di collocamento di prodotti e servizi finanziari, e il polo dei soggetti assolutamente indipendenti. Non esistono in Italia, invece, le figure intermedie del plurimandatario, che non è previsto dalla normativa, e neanche del brokeraggio finanziario. In questo scenario tipico del nostro Paese, riteniamo che l’investitore finale possa avere una maggiore possibilità di individuare le diverse figure che gli si presenteranno. Siamo quindi soddisfatti che sia stata accettata quella che è un’attività normale di libera professione”.

Per Armellini” con questo provvedimento e l’avvio della MiFID II sembra proprio che si chiuda un cerchio”. E guarda al futuro “la prossima sfida sarà esportare il nostro modello, una volta avviato in Italia, anche in altri paesi dove c’è una certa arretratezza dal punto di vista della consulenza indipendente. Una professione libera ad esercitata come la esercitano altri professionisti che ci sono sul territorio, ad esempio il commercialista e l’avvocato. Questa è una novità per l’Italia e vorremmo che ciò si affermasse in maniera significativa anche negli altri paesi come già avviene dall’altra parte dell’oceano, in America, dove il mercato invece è ampiamente sviluppato”. 
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